“Oggi per quale coalizione votereste alle elezioni regionali del 26 gennaio?”. La domanda agli elettori emiliani è stata rivolta a una settimana dal voto in Umbria, che ha sancito il trionfo del centrodestra dopo quasi 50 anni, e a meno di tre mesi dalle regionali del 26 gennaio. In un territorio dall’alto valore simbolico per il Pd dove si gioca anche l’equilibrio del Conte 2. Il risultato del sondaggio top secret commissionato del Nazareno, scrive La Stampa, preoccupa l’amministrazione di Stefano Bonaccini: gli elettori danno infatti al centrodestra un vantaggio che va dai 5 ai 7 punti. Un risultato che però non viene confermato nel confronto tra l’attuale presidente dem e la sua sfidante, la leghista Lucia Borgonzoni. In questo caso non viene specificato il distacco tra i due, ma il quotidiano torinese parla di un rapporto “più equilibrato” rispetto alle preferenze sulle due coalizioni. Resta poi da capire se i 5 Stelle decideranno di correre da soli o di sostenere l’attuale presidente. Repubblica invece, pur senza citare nessun sondaggio specifico, parla di “partita aperta” e specifica che la vittoria del centrodestra non sarà così semplice come è stato per l’Umbria. Poi cita i sondaggi delle scorse settimane, secondo cui la Lega è il partito più forte ma il gradimento per Bonaccini è al 48% mentre quello di Borgonzoni si ferma al 31%.

Interpellata dalla Stampa, Alessandra Ghisleri di Euromedia research spiega però che, nel caso emiliano, la notorietà della candidata del Carroccio potrebbe non giocare a suo favore. “Salvini avoca tutto a sé perché sa di rappresentare un traino – nota Ghisleri. – Ma in questo caso c’è una differenza: il tutte le regioni nelle quali il centrodestra sinora ha vinto, i candidati erano meno conosciuti di quanto non lo sia Borgonzoni in Emilia e questo può diventare una difficoltà”. Intanto a sostegno di Bonaccini si sono schierati oltre 200 sindaci dell’Emilia-Romagna, alcuni dei quali di centrodestra e il governatore conta anche sull’appoggio di Confindustria, Fiom e dei ‘big’ dem come Romano Prodi, Pierluigi Bersani, l’ex presidente Vasco Errani e il sindaco di Bologna Virginio Merola.

Il dialogo tra Pd e 5 Stelle – Nonostante da Luigi Di Maio siano arrivate parole di chiusura inequivocabili, in Emilia-Romagna il dialogo fra il Pd e il M5s non sembra essersi interrotto. E Bonaccini non perde occasione per rilanciare il suo appello alla formazione di un’alleanza. “I 5 Stelle – ha dichiarato in un’intervista al Corriere della Sera – possono essere protagonisti, portando un contributo di idee importante, o rimanere marginali, schiacciati nella polarizzazione fra i due schieramenti maggiori. Non ci sono alternative. Devono fare una scelta”. Un tema, quello evidenziato da Bonaccini, che non sfugge ai consiglieri regionali a 5 stelle dell’Emilia-Romagna che sul tema di un’alleanza con il Pd, stanno cercando di tenere aperto un dialogo, nonostante i no del centro. Trovando sponde in ambienti del M5s, come la capogruppo in Lazio Roberta Lombardi, che invita tutti a un evento congiunto per poi mettere gli elettori nelle condizioni di decidere.

Ma gli equilibri nazionali alla fine potrebbero pesare e non poco e anche gli effetti della discussione in Parlamento sulla manovra si riverberano sul percorso di avvicinamento alle regionali. La plastic tax ha scavato un altro solco fra Di Maio e Bonaccini, che si è schierato contro il provvedimento che creerebbe non pochi problemi al settore del packaging, una delle punte di diamante dell’economia emiliana. Nel frattempo, però, a Bologna si prova a ricucire proprio sul piano plastica. Il M5s ha presentato un progetto di legge, poi farà anche degli emendamenti al bilancio regionale, per dare incentivi a chi attua comportamenti virtuosi verso l’obiettivo plastic free. Il Pd, su questo aspetto, tende la mano: il segretario regionale Paolo Calvano ha invitato i 5 stelle a un ‘plastic meeting’, ovvero a un incontro per mettere a fattor comune le iniziative e “per trovare delle soluzioni che siano in grado di coniugare la sempre più necessaria tutela ambientale con la difesa dei posti di lavoro di un settore importante per la nostra economia regionale”. O, per dirlo meglio, per provare a scrivere insieme un pezzetto di programma elettorale.

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