Una sua alunna spesso piangeva in classe o si presentava con lividi sulle gambe. Così l’insegnante di una scuola elementare della provincia di Pavia ha prima deciso di segnalare il caso alla dirigente d’istituto e poi, di propria iniziativa, di rivolgersi alle forze dell’ordine. Una decisione, come riporta il quotidiano La provincia pavese, non apprezzata dalla preside che ha sospeso per un giorno, senza retribuzione, la maestra per aver violato il segreto d’ufficio e aver arrecato un danno d’immagine alla scuola.

Ora, a distanza di qualche mese dall’accaduto, il tribunale di Pavia, a cui si era rivolta la maestra, ha revocato la sospensione e invitato la nuova dirigente scolastica, che nel frattempo ha preso il posto di quella che aveva adottato il provvedimento, a restituire alla donna la mancata retribuzione. L’udienza è stata poi rinviata a dicembre.

“La bambina era in pericolo e ho deciso di agire secondo coscienza“, ha precisato l’insegnante. Che ha trovato il sostegno dei sindacati: “Con questi provvedimenti si alimenta l’omertà, inducendo i colleghi dell’insegnante sospesa a non seguire questo esempio e a tacere nel caso in cui vengano a conoscenza di episodi gravi”. Intanto dopo la segnalazione sono scattate anche le indagini da parte delle forze dell’ordine sulla famiglia della piccola, affidata ora alla nonna in attesa che venga fatta chiarezze sulle presunte violenze.

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