Ha detto di “essere un uomo felice e di non essere in guerra con nessuno”, ma Javier Iturriaga Del Campo, oltre ad essere il Capo della Difesa nazionale in Cile e a dover gestire lo Stato d’emergenza in questi giorni, è in realtà conosciuto come un “hombre duro” (uomo duro), una voce al comando di poche parole. È stato scelto dal presidente cileno, Sebastian Piñera, per gestire una delle più gravi crisi che sta vivendo il paese nella sua storia e ha imposto il coprifuoco per la prima volta dalla fine della dittatura nel 1990. Pur avendo un cursos honorum immacolato, ha però un albero genealogico che affonda i suoi rami nella storia più nera del paese. Il padre è infatti Dante Iturriaga Marchese, accusato di aver consegnato prigionieri a centri di tortura durante la dittatura, mentre lo zio è Pablo Iturriaga Marchese, responsabile della sparizione forzata nel 1973 dell’ex sacerdote italo-cileno Omar Venturelli, corresponsabile della repressione politica nell’area di Temuco e membro della Dina, la polizia segreta di Pinochet.

Sul caso Venturelli ha indagato dal 1998 la giustizia italiana con il pm romano Giancarlo Capalbo, che nel dicembre 2007 aveva emesso mandati di cattura internazionali per 140 responsabili dell’Operazione Condor. Nel processo di detenzione, sequestro, tortura e omicidio, ha partecipato, oltre a Pablo Heriberto Iturriaga Marchese, anche l’ex procuratore militare di Temuco-Cautin, Oscar Alfonso Podlech Michaud. Pablo Iturriaga Marchese è risultato inoltre corresponsabile della repressione politica nell’area di Temuco e in tutta la provincia di Cautín, soprattutto sulle comunità dei mapuche, in qualità di rappresentante della Giunta militare del governo, insieme ai colonnelli dell’esercito Hernán Ramírez Ramírez e José San Martín (entrambi morti). Il padre di Javier Iturriaga, Dante Iturriaga Marchese, è stato invece accusato di aver consegnato detenuti al centro di tortura Colonia Dignidad, fattoria degli orrori messa su in Cile negli anni Sessanta da Paul Schafer, ex infermiere della Wermacht alla guida di di questa setta nazista, che fino al 1990 ha goduto della protezione del regime di Augusto Pinochet, che si servì della fattoria come centro di tortura di detenuti politici.

La nomina fatta da Piñera di Iturriaga a capo della Difesa ha sorpreso le alte sfere dell’esercito: la scelta più logica sarebbe stata infatti nominare il generale a capo della guarnizione militare di Santiago, e non un comandante di Dottrina ed educazione dell’esercito, specializzato in paracadutismo e comando, ufficiale di cavalleria blindata. Ma proprio grazie al suo incarico è a capo di tutti gli istituti militari dell’Esercito, cioé Accademia Militare, Accademia dei sottoufficiali e Accademia di fanteria. Ha assunto il grado di comandante dal 2012, ma la vera promozione è arrivata nel novembre 2018, quando il governo ha fatto ‘congedare’ 21 generali dell’Alto Comando, nel mezzo della crisi di corruzione che ha investito l’esercito, nominando 18 nuovi generali, tra cui appunto Iturriaga.

“Le emergenze devono essere comprese nella loro fase iniziale, per gestire le risorse e coordinarne l’impiego. Non si possono affrontare con una lista delle cose da fare, ma bisogna metterci la testa nell’analisi iniziale”, aveva spiegato un mese dopo essere riuscito a domare gli imponenti incendi forestali che avevano devastato Santa Olga nell’estate 2017. In quell’occasione, ma sotto il governo di Michelle Bachelet, fu dichiarato lo Stato di calamità in varie province e lo Stato di eccezione costituzionale e Iturriaga fu nominato Capo della Difesa nazionale, finendo per essere apprezzato per il suo modo di ristabilire l’ordine, il suo essere riservato ma esecutivo, e operare il suo comando con poche parole. “Le emergenze – ha detto – non sono numeri né statistiche, ma persone con una faccia e che patiscono gli effetti della situazione. Pertanto dobbiamo concentrarci più su di loro e poi cercare lezioni o numeri per la storia”. I prossimi giorni mostreranno se Iturriaga si manterrà fedele alle sue parole o ai trascorsi dei suoi familiari.

(immagine tratta da YouTube)

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