Due giovani di 16 e 17 anni sono morti in un incidente stradale avvenuto a Belmonte Mezzagno, in provincia di Palermo. Un terzo ragazzo è ricoverato in condizioni molto gravi. Intorno alle 4 del mattino l’auto sulla quale viaggiavano, una Bmw 2000, secondo una prima ricostruzione dei carabinieri di Misilmeri, è finita a forte velocità contro un albero di ulivo che nell’impatto è stato sradicato. La corsa è poi proseguita su un terrapieno ed è finita contro altri alberi. I carabinieri hanno arrestato il conducente dell’auto, Fabio Musso, 20 anni, dopo il test per verificare l’assunzione di alcol e droghe. Il ventenne infatti aveva un tasso alcolemico pari a circa il doppio rispetto al limite (105 microgrammi contro i 50 fissati per legge) ed è stata accertata l’assunzione di cannabis. Tra l’altro Musso, neopatentato, non avrebbe potuto nemmeno guidare un’auto di quella cilindrata. Ora è in regime di arresti domiciliari al Policlinico di Palermo, dove è ricoverato con fratture multiple alle costole. Dovrà rispondere di omicidio stradale.

Il gruppo di amici aveva trascorso una serata in centro a Palermo e, alle prime ore del mattino, hanno imboccato la strada provinciale 38 che collega il capoluogo siciliano al loro paese. A dare l’allarme son ostati alcuni residenti che hanno sentito il boato provocato dallo scoppio dell’incendio: le stesse persone sono scese a liberare i giovani rimasti intrappolati nell’abitacolo, in attesa dell’arrivo dei vigili del fuoco e i sanitari del 118. Per due dei ragazzi, Giorgio Casella di 17 anni e Kevin La Ciura di 16 anni, non c’è stato niente da fare. Un terzo ragazzo è ricoverato all’ospedale civico di Palermo in prognosi riservata con uno schiacciamento al torace e un versamento pleurico. Infine il terzo ferito, un 14enne, ha riportato fratture multiple e 30 giorni di prognosi e si trova all’ospedale Buccheri La Ferla.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Linate, clochard trovato morto: aveva mani e piedi legati con filo di ferro

prev
Articolo Successivo

Torino: incendio alla Cavallerizza Reale, fiamme sul tetto. Lo storico complesso è patrimonio Unesco

next