“La decisione turca ripropone l’esigenza di una decisione comune, ferma e risoluta da parte” dell’Ue. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, riferendo in Senato in vista del Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre, ha ribadito la posizione dell’Italia sul conflitto in Siria. Accanto al premier, tra i banchi del governo, sedevano i ministri per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà (M5s) e quello per gli Affari europei Vincenzo Amendola (Pd). “Le preoccupazioni di sicurezza turche al confine con la Siria”, ha continuato, “devono essere perseguite con strumenti diplomatici, mai con l’opzione militare e nel rispetto del diritto internazionale”. Il premier ha anche ricordato la minaccia del presidente turco Erdogan di non “trattenere più i rifugiati”: “Alla Turchia diversi stati membri continuano a guardare anche dopo le dichiarazioni sui rifugiati, che ho già definito inaccettabili”. E a mettere la firma sul primo provvedimento del governo è stato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che nel pomeriggio, secondo fonti citate dall’Ansa, ha firmato l’atto interno alla Farnesina per bloccare le vendite future di armi alla Turchia e per avviare un’istruttoria sui contratti in essere, così come annunciato nell’informativa urgente di ieri al Parlamento sull’offensiva turca in Siria.

Poco dopo l’intervento di Conte in Senato, l’agenzia Ansa ha diffuso la notizia del rinvio del Forum economico Italia-Turchia, previsto tra una settimana a Istanbul con la partecipazione dei presidenti delle organizzazioni confindustriali dei due Paesi. All’importante appuntamento bilaterale giunto alla sua 11esima edizione, era inoltre prevista la presenza di un rappresentante del ministero degli Esteri italiano e del viceministro degli Esteri turco responsabile per gli Affari Europei, Faruk Kaymakci, insieme a numerosi esponenti di gruppi industriali e istituti bancari dei due Paesi

Conte, in Senato, ha ricordato la posizione del governo, già anticipata dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio, sullo stop alla vendita di armi alla Turchia. “L’Italia da subito orientata verso la moratoria delle armi, ha fermamente voluto che divenisse oggetto del dibattito” al consiglio Ue. E ha specificato anche che “il governo italiano ha subito dato seguito alla sospensione dell’export di armi alla Turchia convinto che si debba agire con la massima determinazione per evitare ulteriori sofferenze al popolo siriano. Questi obiettivi saranno tanto più efficaci se raggiunti attraverso il coordinamento europeo“. Nell’incontro dei prossimi giorni sarà affrontata anche la questione “dell’interferenze di Ankara nella zona economica esclusiva di Cipro”. L’Italia, ha aggiunto, “continua a seguire la situazione con grande attenzione e invita la Turchia ad astenersi da azioni illegali, l’Ue ha proseguito compatta nel sostegno a Cipro”.

Il premier ha anche ricordato che il prossimo consiglio europeo “è il primo al quale partecipo come presidente del consiglio con un nuovo governo che vede l’Europa come pilastro della collocazione internazionale dell’Italia“. Tra i temi che verranno affrontati, c’è sicuramente quello dell’immigrazione: “Dobbiamo continuare a lavorare perché l’Ue lavori sui rimpatri con gli accordi di riammissione in Paesi di origine sicura, evitando il pull factor, che viene usato da alcuni Paesi per rifiutare ogni accordo”. In particolare, Conte ha detto che l’accordo raggiunto a Malta sull’immigrazione, “rappresenta una tappa significativa” ma “non risolutiva, in un percorso che l’Italia inquadra in un sistema europeo sostenibile ed efficace sia nella redistribuzione che nei rimpatri”.

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