I cinghiali che invadono i parchi e le strade di Roma nord saranno abbattuti. O, quando possibile, inviati presso allevamenti “a scopo alimentare”. La decisione è stata presa dalla Giunta capitolina guidata dalla sindaca Virginia Raggi, che lo scorso 27 settembre ha approvato una delibera sul “controllo numerico” della cosiddetta Sus Scrofa Linnaeus, cui è stato allegato lo schema di un protocollo d’intesa da sottoscrivere con Regione Lazio e Città Metropolitana. “Nel Lazio, come in tutto il territorio nazionale, il cinghiale rappresenta il principale fattore di conflitto tra specie animali e attività dell’uomo”, viene ricordato del testo del provvedimento, a riferimento dei tanti esemplari che affollano la Riserva Naturale dell’Insugherata e che in parte si rendono protagonisti di pericolose escursioni fra le strade capitoline, attratti in molti casi dai rifiuti che con la crisi dei rifiuti si accumulano nei pressi dei cassonetti.

Il “controllo diretto” e la “rimozione” degli esemplari verranno eseguiti dal servizio veterinario delle Asl competenti, attraverso le modalità previste dal protocollo Ispra, ovvero l’utilizzo di gabbie e trappole, con tele anestesia o, in “casi specifici” con la carabina, anche di notte. Nei primi due casi, l’animale viene prima anestetizzato per poi procedere all’abbattimento o, come definito, “eutanasia”. In alcuni casi, e solo quando l’animale viene catturato attraverso comuni trappole, potrebbe essere conferito vivo per l’allevamento a scopo alimentare, in due aziende agricole, una di Viterbo e l’altra di Cerveteri. “Non si tratta di una caccia” e per questo gli abbattimenti potranno avvenire a qualunque ora. Le segnalazioni sulla presenza dei cinghiali in città arriveranno al Comune di Roma direttamente dai cittadini, che potranno servirsi di un numero di telefono che sarà appositamente messo a disposizione dagli uffici capitolini; ulteriori accordi verranno presi anche con la Polizia Locale di Roma Capitale per la disposizione di servizi specifici. Nei piani anche la predisposizione di un’app per realizzare una “cartografia digitale” della presenza degli animali.

La delibera, giustificata dai “dati sugli incidenti stradali in ambito urbano e periurbano provocati dal cinghiale”, rappresenta un’eccezione importante alla linea fortemente animalista portata avanti in questi oltre tre anni dalla maggioranza pentastellata in Campidoglio. Un’amministrazione che si è distinta per provvedimenti come lo stop alle botticelle – le caratteristiche carrozze che da decenni portano a spasso i turisti nella Capitale – nelle ore più calde dell’estate per dare sollievo ai cavalli, le multe a chi rimuove i nidi delle rondini da tetti e balconi, l’eliminazione degli allevamenti intensivi nelle aziende agricole capitoline, la proposta di utilizzare pecore tosaerba per la cura di alcuni parchi romani o quella della derattizzazione “cruelty free” per “de fertilizzare” i topi invece di eliminarli attraverso il veleno contenuto nelle trappole.

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