Conte espulso, ingiustamente, un rigore generoso che porta al pareggio e alle polemiche finali: solito derby d’Italia? No, l’Inter-Juve di 26 anni fa, del novembre 1993 non fu il classico derby d’Italia. A partire dalla situazione delle due squadra, ben lontane dal contendersi gli scudetti. Erano gli anni in cui il Milan di Capello cannibalizzava i campionati: l’Inter scalcagnata di Bagnoli in quella stagione rischiò addirittura di retrocedere sul campo, la Juve del Trap invece arrivò seconda ma senza mai contendere per davvero lo scudetto al Milan, e a Novembre del 1993, Inter e Juve si incontrarono avendo davanti in classifica non solo i rossoneri, ma anche Parma e Sampdoria. Era la Juve “all’italiana” del Trap, di Roby Baggio e Moeller, di Andrea Fortunato e del roccioso e sgraziato Kholer, con Alessandro Del Piero giovanissimo a scalpitare in panchina.

Era l’ultima Inter di Pellegrini, con tanti italiani, da Fontolan a Ciccio Dell’Anno, a Zenga nella sua ultima stagione in nerazzurro, e con pochi campioni: il più bravo, Bergkamp, a Milano non fu mai lo splendore di Londra, quello che in campo, con la maglia dell’Arsenal, pareva pattinare tra i difensori avversari. E c’era Ruben Sosa: a dimostrare che gli uruguagi mancini nella Milano nerazzurra funzionavano bene. Fu proprio Sosa il protagonista assoluto di quella partita: suo il gol del vantaggio nerazzurro con una punizione deliziosa e imparabile per Peruzzi, suo il merito dell’espulsione dell’attuale tecnico nerazzurro, allora pilastro del centrocampo bianconero, per fallo da ultimo uomo, suo il gol del pareggio al 90esimo su rigore. In mezzo la solita Juve arcigna, trapattoniana nell’animo: che pareggia con Roby Baggio e in dieci riesce ad andare in vantaggio con il tedesco Andy Moeller, entrambi abili a sfruttare le incertezze di Orlando e degli altri componenti di una difesa nerazzurra non proprio memorabile.

Un derby d’Italia insolito anche per il verso delle polemiche arbitrali, coi bianconeri infuriati e sicuri di essere stati danneggiati da Graziano Cesari reo a loro dire di aver arbitrato a senso unico: troppo severo sull’espulsione di Conte, troppo generoso nel vedere un rigore nel tuffo di Bergkamp. Un pareggio agguantato nel finale che diede linfa illusoria all’Inter: i nerazzurri nel finale del girone d’andata stagione sembrarono in grado di bissare il secondo posto dell’anno prima, ma poi arrivò il crollo con varie sconfitte cocenti in particolare contro le piccole. Bagnoli fu esonerato e sostituito da Giampiero Marini. Quell’Inter vinse la Coppa Uefa contro il Salisburgo ma in campionato rischiò seriamente di retrocedere, salvandosi solo all’ultima giornata e solo perché il Piacenza non riuscì a battere il Parma. La Juve del Trap invece riuscì ad arrivare seconda: ultima stagione di un digiuno che durava dall’86. L’anno dopo infatti sarebbero arrivati Marcello Lippi, Luciano Moggi e gli scudetti.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L'abbiamo deciso perchè siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un'informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Domeniche bestiali – Il diesse “onnivoro” del Trento e l’ira funesta in Promozione veneta

next
Articolo Successivo

Inter-Juve, siparietto di Conte dopo la sconfitta: “Loro come un grattacielo, costruiscono da 8 anni. Dobbiamo trovare la luce”

next