Alta 40 metri e larga 10 metri. Sono queste le dimensioni della montagna di copertoni trovata dai carabinieri del nucleo subacqueo di Genova sui fondali del lago d’Iseo, al largo di Tavernola. La scoperta è arrivata durante il monitoraggio delle acque annunciato dal comandante provinciale dei carabinieri di Bergamo, Paolo Storoni, la scorsa settimana e iniziato lunedì. La montagna di gomme verrà ora analizzate da Arpa che, insieme ai carabinieri, deciderà se sia il caso di rimuovere i rifiuti o meno.

Secondo il Dossier laghi del Nord 2019, presentato da Legambiente nello scorso agosto, è la plastica la dominatrice delle acque lombarde: l’80% degli oggetti ritrovati sono in plastica, il 5% in vetro e il 5% in carta e cartone. Non mancano, seppur in percentuali ridotte, pezzi di metallo, gomma, tessili e legno. In gran parte, spiega Legambiente, sono rifiuti che derivano dalla cattiva gestione di quelli urbani, trasportati poi dal vento e da altri fattori dalle zone urbanizzate alla spiaggia. Ma non solo: il 7% dei rifiuti rilevati arriva anche da una cattiva depurazione. Come nei casi di bastoncini di plastica, aghi da insulina e contenitori delle lenti a contatto. Tuttavia, durante l’indagine di Legambiente, i campioni prelevati nel lago d’Iseo erano risultati entro i limiti consentiti. Ora, però, la scoperta della montagna di gomme che a poco a che vedere con l’azione del vento.

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