Un operaio di 40 anni è morto nello stabilimento di Fca a Piedimonte San Germano, in provincia di Frosinone. L’incidente è avvenuto nella notte nel reparto presse a freddo: secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, il lavoratore, residente in zona, stava spostando, insieme a un altro collega, un macchinario in funzione quando si è ferito mortalmente al collo. Inutile l’intervento del 118. Sono in corso indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente e sul posto si è recata anche la pm di turno, Valentina Maisto. La Procura di Cassino indaga per omicidio colposo.

La Fim, Fiom e Uilm di Cassino hanno dichiarato sciopero di 8 ore su tutti e tre i turni per l’infortunio mortale. “Serve un confronto sugli interventi – commentano Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil, e Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil – sulla formazione, sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. È necessaria un’iniziativa del governo per aumentare la prevenzione e i controlli con i servizi ispettivi, ormai sempre più in carenza anche di personale”

L’operaio della Fca si aggiunge alla lunga lista di morti sul lavoro: secondo l’ultimo rapporto Inail, pubblicato in agosto, da gennaio a luglio 2019 in Italia le vittime sono oltre 600. Nei primi sette mesi sono state 12 in più rispetto allo stesso periodo del 2018, con un aumento del 2 percento. Dal punto di vista territoriale emerge invece un aumento dei casi mortali solo nel Centro Italia (10 in più, a 110 a 120) e al Sud (da 119 a 134), mentre al Nord c’è una diminuzione di 25 casi. Resta, tuttavia, la Lombardia la regione con più vittime: 103 da inizio anno.

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