Vi dirò che provo una certa ammirazione per Franco Battaglia. Non certamente per quello che scrive sul clima: fra le altre cose, lui è riuscito a ottenere il record non invidiabile di mettere insieme 112 errori su 31 pagine in suo libro del 2016 dove si ingegnava a confutare la scienza del clima. Piuttosto, Battaglia è un personaggio interessante perché ha capito fin troppo bene come funziona la comunicazione al giorno d’oggi e sfrutta questa conoscenza a suo vantaggio.

Un esempio recente è apparso in questi giorni su Il Giornale con un articolo intitolato Dai ghiacci della Groenlandia a Piazza pulita. L’ignoranza degli ecologisti è matematica. Qui, Battaglia si dedica a dimostrare che gli ecologisti sono ignoranti in matematica portando tre esempi. Questo soltanto basterebbe a screditare la sua tesi: non puoi dimostrare niente sulla base di qualche fatto isolato che hai visto in tv. Ma è molto peggio di così: vediamo qualche dettaglio.

1. Primo esempio. Battaglia se la prende con la conduttrice di “Alle Falde del Kilimangiaro” di Rai3 perché non è riuscita a seguire un calcolo un po’ involuto dove compara la concentrazione di CO2 aggiunta dall’uomo all’atmosfera a quella creata da una candela che brucia in una stanza. Dice Battaglia che “era aritmetica da terza elementare”. Ma non è così. Fare un calcolo del genere richiede ricordarsi le nozioni di chimica che uno ha studiato perlomeno al liceo scientifico. E ammesso che la conduttrice non abbia fatto il liceo scientifico, questo cosa dimostra?

2. Secondo esempio. Battaglia se la prende con i Tg del 3 agosto che hanno riportato dei dati sulla fusione dei ghiacci in Groenlandia solo in termini assoluti, non relativi alla quantità totale. Magari criticabile, certo, ma l’ignoranza matematica degli ecologisti dov’è?

3. Terzo esempio. Battaglia cita un giudice che non sembra sapesse usare le frazioni. Va bene, ma cosa c’entra questo con gli ecologisti ignoranti?

Quindi vedete come Battaglia cerca di dimostrare che gli ambientalisti sono ignoranti in matematica con tre esempi, nessuno dei quali parla di un ambientalista ignorante in matematica! Ma non pensate che Battaglia non sappia cosa sta facendo. Lo sa benissimo.

Si sapeva da tempo che il segreto per guadagnare consensi è rinforzare i pregiudizi dei votanti e, recentemente, Cambridge Analytica ce lo ha dimostrato con il supporto che ha dato alla vittoria di Donald Trump nel 2016 e a tante altre campagne, come per esempio il referendum sulla Brexit del 2016. Il metodo consiste nel raccogliere dati sui social media per identificare e “profilare” un target di utenti o di votanti e dirigere verso di loro dei messaggi concepiti per rinforzare le loro convinzioni. Può servire per fargli comprare certi prodotti, oppure per farli votare (o non votare) un certo partito o candidato. Oggi, Cambridge Analytica non esiste più, travolta dallo scandalo dei dati presi da Facebook senza il consenso degli utenti. Ma è difficile pensare che questi metodi siano stati abbandonati.

Il metodo, in effetti, è molto semplice e non importa fare data mining per utilizzarlo. L’articolo di Battaglia è destinato a un target specifico, i lettori de Il Giornale, la maggioranza dei quali è probabilmente già convinta che gli ambientalisti siano degli imbroglioni oltre che dei rompiscatole. Leggono il titolo che dice che sono anche ignoranti in matematica, notano che è scritto da un professore universitario (Battaglia sfrutta bene la sua rendita di posizione!) e quindi si convincono subito che deve essere vero. Magari scorrono il testo senza notare i suoi problemi e poi passano ad altro, soddisfatti e rinforzati nelle loro convinzioni.

Vedete che abbiamo sviluppato dei metodi di comunicazione talmente efficaci che sono in grado di oscurare completamente la realtà di un problema. Questo, ovviamente, rende impossibile risolverlo. Ma è quello che sta succedendo con il cambiamento climatico: non riusciremo mai a prendere provvedimenti efficaci in proposito finché non avremo capito che è un problema serio che richiede una discussione seria.

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