Primo giorno in mare a bordo di una nave delle ong per le 50 persone salvate dalla Ocean Viking domenica pomeriggio. Decimo per i 13 che si trovano sulla Alan Kurdi, l’imbarcazione della Sea.Eye, dal 31 agosto al largo di Malta. Mentre per la nave di Sos Méditerranée e Msf si attendono segnali dall’Unione europea e dalle autorità italiane per sapere in quale porto poter attraccare, per quella di Sea-Eye è arrivata la notizia che la Commissione europea sta coordinando la ripartizione dei migranti, come accaduto anche nei precedenti casi di stallo.

Un numero di Stati membri si è già impegnato in modo costruttivo per l’accoglienza, fa sapere durante il consueto midday briefing la portavoce di Palazzo Berlaymont per la Migrazione, Natasha Bertaud. Nessun coordinamento è stato invece richiesto, per il momento, per il caso della Ocean Viking.

Quest’ultima è intervenuta nel pomeriggio di domenica 8 settembre, e ha salvato 50 persone al largo della costa libica che erano su un gommone in avaria. Tra loro anche 12 minorenni e una donna incinta. Come annunciato da Sos Méditarrenée, “ci sono volute tre ore per completare le operazioni”. È il primo soccorso di una nave ong con il nuovo governo in carica. Fino a ora, l’ex ministro dell’Interno ha sempre firmato il divieto di ingresso delle imbarcazioni.

Decimo giorno in mare invece, per la Alan Kurdi. L’organizzazione attende che Malta risponda alle loro richieste che si fanno sempre più insistenti con l’aggravarsi delle condizioni a bordo. Tra giovedì 5 settembre e venerdì 6 in cinque, tra cui quattro minorenni, sono stati fatti evacuare e trasferiti a Malta per verificare le loro condizioni di salute. Tra loro anche un 15enne che ha provato a scavalcare le reti di sicurezza nel tentativo di gettarsi in mare. Domenica 8 settembre, l’ong Sea Eye ha riferito di “un altro minorenne che ha tentato di buttarsi in acqua per raggiungere la terraferma”. Oggi, è successa la stessa cosa con un altro minore, secondo quanto reso noto da Mediterranea Saving Humans.

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