Era il 7 dicembre dello scorso anno e il ministro dell’Interno Matteo Salvini, ospite di Andrea Scanzi e di Luca Sommi nel talk “Accordi&disaccordi”, su Nove, assicurò il giornalista de Il Fatto Quotidiano, che gli chiedeva se non fosse più opportuno staccare già da allora la spina al governo coi 5 Stelle e tornare con Berlusconi e Meloni, visto che i sondaggi per il capo del Carroccio erano più che rosei.

“Ho tanti difetti – esordì Salvini – ma se comincio una cosa, io quella cosa la faccio, costi quello che costi. Non è che Matteo, dopo sei mesi, si è divertito a fare il ministro e, siccome i sondaggi lo danno al 30%, stacca la spina al governo. No.”.

E a Scanzi risponde, sorridendo: “Ho preso un impegno. Cerco di essere uomo di parola. Ci sono tante cose da fare. In sei mesi miracoli non ne faccio e non li farò neanche in 5 anni, però io sono convinto che, se ci lasciano lavorare 5 anni, lasciamo una Italia migliore di come l’abbiamo trovata. Quindi, io i sondaggi non li guardo a prescindere“.

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