Angela Merkel continua ad escludere deviazioni dal percorso virtuoso del deficit zero. Ma l’economia tedesca appare sempre più in difficoltà, con la produzione industriale in frenata e l’export in calo per effetto della debole domanda internazionale e le difficoltà del mercato dell’auto. Ora alla debolezza dell’indice dei direttori acquisti si aggiunge un altro segnale di deterioramento nelle prospettive dell’economia del Paese: l’indice Zew che misura la fiducia degli investitori ad agosto è crollato a -44,1 da -24,5 del mese di luglio. Si tratta del livello più basso dal 2011 e del quinto declino mensile consecutivo. Le attese degli analisti erano per un peggioramento contenuto a -28. E tracolla anche l’indice che misura la situazione economica corrente: -13,5 punti, contro il -1,1 precedente e i -6,3 attesi.

Achim Wambach, presidente di Zew, ha commentato: “L’indicatore del sentiment economico indica un deterioramento significativo delle prospettive per l’economia. La recente escalation nella guerra commerciale tra Usa e Cina, il rischio di svalutazioni competitive e l’aumentata probabilità di una Brexit senza accordo mettono ulteriore pressione sulla crescita economica già debole. E’ probabile che questo metta a dura prova lo sviluppo delle esportazioni e della produzione industriale tedesca”.

L’obiettivo di crescita del pil 2019, rivisto al ribasso a +0,6% solo a giugno, rischia a questo punto di essere mancato. Mercoledì 14 verrà diffuso il dato sulla crescita del secondo trimestre, che secondo la Bundesbank e Reuters sarà negativo. Nel primo trimestre il pil è cresciuto dello 0,4%. Non è un caso se nel Paese è vivace il dibattito sulla necessità di investimenti a discapito del pareggio di bilancio.

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