Da molte ore nell’aldilà Socrate, Machiaveli, Glaucone discutevano di giustizia, Tav e di Salvini; c’era anche Leibniz, ma parlò alla fine; fu Glaucone a egemonizzare il dialogo: Gige era un pastore alle dipendenze d’un re. Un giorno trovò un anello che lo rendeva invisibile e lo utilizzò per conquistare il potere: approfittando dell’invisibilità entrò nella casa del re, lo uccise e prese il suo posto.

“Richiami il mito per capire il presente?” chiese Socrate. “Troppo facile dire che nel centro-destra c’era un sovrano, B., spodestato da Salvini che ne ha preso il posto; mi interessa di più riflettere su altri dati”.

“Quali Glaucone, ti ascolto”.

“Sulla capacità di Salvini di rendersi invisibile (se deve dar conto di 49 milioni) e tornare visibile se deve cavalcare una causa ingiusta ma utile su migranti o Tav”. “E’ come se in questi mesi possedesse l’anello di Gige”.

“E non è tutto; quel che voglio dire, Socrate, è che Salvini oggi è l’incarnazione della mia tesi: “L’ingiustizia rende assai più della giustizia“. Ingiustizia, intendo, nelle diverse forme: contro la legge, il demos, l’ambiente, contro il movimento valsusino. Insomma, il leghista era No Tav e poi si schierò con disinvoltura per il Sì perché più utile (in molti sensi): girano tanti soldi intorno a quel buco; che il trasporto merci decresca, e l’opera costi miliardi in più del previsto non conta nulla. Si è parlato perfino di interessi della ‘ndrangheta.”

“E’ così. Ma torniamo alla filosofia: ‘l’uomo ingiusto è più felice del giusto e trova il modo di non farsi sorprendere, giacché chi si fa scoprire è considerato inetto’; ‘Lasciandogli la libertà di compiere misfatti’ (procurarsi rubli, per esempio) ‘gli si concede altresì l’opportunità di guadagnarsi la reputazione di giusto. E se cade gli vien data la facoltà di rialzarsi’ (sorvolando sulle colpe); ‘e se vengono a galla i suoi reati gli si offre la possibilità di scusarsi con la sua forza di persuasione’ (e i media a disposizione). Devo continuare?”

“Attualizzi le tue idee, Glaucone, difendesti l’ingiustizia e l’inganno per provocarmi”.

“In verità, ‘quello che molti si propongono, Socrate, non è l’essere giusti, ma averne l’aria’ fingendo rispetto per la verità. Guarda Salvini: ostenta severità sulla giustizia ma boicotta la riforma della prescrizione; simula; calpesta i diritti e finge di proteggerli; denigra la stampa; mente; insulta e maschera con battute; svicola dalle domande e protegge i suoi inquisiti. E’ che la finzione paga. Su ogni tema. Cosa vuoi che importi al Partito degli Affari se il buco in Val Susa è devastante, costoso, inutile, l’importante è che sembri giusto, girino soldi, s’incolpino i No Tav, e, naturalmente, che il Partito del cemento appaia difensore del vero. Ripeto: l’uomo ingiusto è più felice del giusto’ e vola nei sondaggi”.

“E’ vero Glaucone – affermò suo fratello Adimanto – ‘l’apparenza vince sulla verità, meglio rivolgersi ad essa portandosi dietro la volpe del sapientissimo Archiloco, astuta e dalle mille risorse’.” “‘Simulare ed essere astuti come volpi’ – accennò Machiavelli – lo consigliai anch’io”.

“Anche tu, certo. Comunque, mentire è un’arte e non a tutti vien bene. Penso ai dem: si fingono ambientalisti e votano la cementificazione della Val Susa. Ridicolo.” “Bisogna cominciare a chiedersi perché non se n’accorgano – disse Leibniz – indagare se la volontà sia libera o soccomba di fronte a motivi più forti.” Poi parlò Socrate ma di lui non dico: è la doppiezza del simulatore che voglio presentare oggi a chi s’appresta a votare il Tav: Glaucone ne ha tracciato il profilo, le telecamere ne mostreranno i volti: Salvini, Zingaretti, Berlusconi, Meloni, voteranno insieme e “non è bello né buono”: è una mostruosa prova d’incoerenza. Chi ha davvero un’anima verde e di sinistra, si sottragga all’obbrobrio.

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