Il governo delle Filippine ha dichiarato una “epidemia nazionale di dengue” in seguito ad un forte aumento dei morti causati da questo virus nel Paese: dall’inizio dell’anno – ha reso noto il ministero della Sanità, secondo quanto riporta la Bbc – almeno 622 persone hanno perso la vita e al 20 luglio scorso sono stati registrati almeno 146.000 casi, il 98% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. In luglio Manila aveva dichiarato un “allerta nazionale” a fronte del dilagare del virus.

La febbre dengue provoca sintomi simili a quelli dell’influenza, tra cui mal di testa penetrante, dolori muscolari e articolari, febbre ed eruzioni cutanee su tutto il corpo. Dei milioni di persone infettate con dengue ogni anno in tutto il mondo, circa 500.000 sviluppano sintomi gravi che richiedono il ricovero in ospedale, e di quelle circa 12.500 persone muoiono, secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità.

Anche il Bangladesh è stato colpito dalla peggiore epidemia di dengue mai registrata nel Paese, con oltre 13.600 casi diagnosticati nel solo 2019. A più di mille persone, in maggioranza bambini, la febbre trasmessa dalle zanzare è stata diagnosticata negli ultimi giorni. I casi si sono verificati in più di 50 distretti in tutto il Paese, ma la più colpita è la capitale Dhaka, dove risiedono oltre 20 milioni di persone, e gli ospedali faticano a trovare posto per i malati.

Governo e ospedali privati stanno facendo tutto il possibile, incluso aprire un reparto speciale presso il Dhaka Medical College Hospital, ma la malattia continua a propagarsi anche nel resto l’Asia, dove è boom delle affezioni trasmesse dalle zanzare, compresa la malaria, tanto da far temere, secondo l’Oms, “una potenziale emergenza sanitaria globale“, legata anche ai cambiamenti climatici.

La Divisione per il controllo delle malattie del governo del Balgladesh ha richiesto assistenza tecnica all’Oms per il controllo della diffusione delle zanzare, secondo un rapporto pubblicato questa settimana, nel tentativo di ostacolare la diffusione della malattia a livello nazionale. Varietà di malaria multi-farmaco-resistenti si sono evolute e si stanno diffondendo in Thailandia, Cambogia, Laos e Vietnam, a quanto risulta da due studi pubblicati all’inizio di questo mese sul Lancet. I ricercatori affermano che questi ceppi hanno reso un farmaco ampiamente usato, la diidroartemisinina-piperachina (DHA-PPQ), inefficace portando ad alti tassi di fallimento del trattamento.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Russia, esplosioni a catena in un deposito di armi: 16mila residenti evacuati. Il boato in un video ripreso da un abitante della zona

prev
Articolo Successivo

Siria, Erdogan annuncia una nuova operazione militare contro i curdi: “Eliminiamo le minacce per la sicurezza nazionale”

next