Anche se molti non sanno nemmeno come funzionano, sono tanti gli italiani che usano le criptovalute, monete digitali basate su calcoli crittografici (e altre componenti software) di cui la più famosa è il Bitcoin. È bene sapere che, analogamente a quanto avviene con le valute tradizionali, anche per le criptovalute esistono sportelli automatici per prelevare contante. Li ha censiti CoinATMradar, e in Italia al momento sono 42 in tutto. A Milano c’è il numero maggiore, con 9 sportelli, seguita da Bologna (8), Firenze (4), Venezia (3) e una manciata di altre città in cui se ne contano da 1 a 3.

I numeri sono indiscutibilmente bassi, per farsi un’idea migliore della situazione vale la pena guardare oltreconfine: nel mondo si è superata quota 5.000, e una delle aziende leader del settore, General Bytes, ha contribuito all’incremento nell’ultimo mese con ben 69 nuove unità. A livello globale si contano 6,3 nuovi sportelli di criptovalute al giorno, partendo da qui è facile calcolare che a questo ritmo basterebbero due anni e mezzo per arrivare a 10mila sportelli automatici per criptovalute.

La maggior parte degli sportelli si trova in Nord America: il 60% negli Stati Uniti e il 12,4% in Canada. La quota europea non supera mai il 22%, l’Asia si ferma al 2%. Nel Vecchio Continente la fanno da padroni soprattutto Austria (5,2%) e Regno Unito (4,6%). Nella quasi totalità dei casi sono supportati solo i Bitcoin, e si possono sia prelevare sia versare contanti. Per procedere bisogna prima avere installato il portafoglio elettronico sul proprio smartphone e avere generato il proprio indirizzo Bitcoin (una sorta di codice IBAN) e il relativo Codice QR da far riconoscere alla macchina.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Google e Apple pagavano addetti umani per origliare le conversazioni di chi usa l’assistente vocale

next
Articolo Successivo

Bagagli persi? Per rintracciarli British Airways introduce i chip intelligenti

next