Per i prossimi 18 mesi le licenze della Rwm per l’esportazione di bombe d’aereo e componenti verso l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti saranno sospese. L’azienda del gruppo tedesco Rheinmetall con sede a Domusnovas, in Sardegna, e a Ghedi, in provincia di Brescia, ha recepito l’invito del Parlamento: il 25 giugno scorso una mozione di maggioranza votata alla Camera aveva chiesto al governo di bloccare l’esportazione di alcuni tipi di armi – le bombe d’aereo e i missili – verso i due Paesi fino a che non ci sarà una svolta concreta nel processo di pace con lo Yemen.

La notizia arriva da una nota del direttore generale della Rwm Fabio Sgarzi ai dipendenti: “Tale situazione non è dovuta a scelte aziendali, né causata dall’andamento del mercato, è espressione della volontà politica del Parlamento e del Governo e va serenamente accettata, nel rispetto delle leggi dello Stato che ha sempre guidato l’operato dell’azienda”. E aggiunge, rassicurando i lavoratori: “Inizia oggi un periodo sicuramente non semplice, che richiederà la massima collaborazione di tutti nel segno della razionalizzazione, dell’efficienza e della tempestività, perché l’azienda prosegua nella realizzazione degli investimenti strategici, mantenga la propria posizione di mercato e si faccia trovare pronta alla ripresa al termine del periodo di sospensione“.

L’export verso l’Arabia Saudita costituiva gran parte delle entrate per gli stabilimenti, con una commessa da più di 400 milioni di euro. Saranno quindi necessarie tutele nei confronti dei lavoratori: “I programmi di produzione degli stabilimenti di Ghedi e di Domusnovas – ha affermato il direttore generale della Rwm – saranno modificati per rispondere al meglio alle esigenze degli altri contratti acquisiti e in fase di acquisizione. Mi adopererò al meglio, insieme ai miei più stretti collaboratori e alla Rsu, per dare continuità lavorativa al maggior numero possibile di lavoratori degli stabilimenti di Ghedi e Domusnovas, durante questo periodo di transizione che speriamo duri il meno possibile”.

Dopo la mozione del 25 giugno il Comitato Riconversione Rwm aveva chiesto l’immediato interessamento del presidente del Consiglio Conte, del presidente della Regione Solinas, del consiglio regionale, dei sindacati e del mondo imprenditoriale e accademico, “al fine di promuovere e sostenere la messa in atto di attività alternative a quelle della produzione di bombe”. Il Comitato aveva inoltre richiamato l’attenzione sulla salvaguardia dei circa 300 lavoratori, che “non devono subire le conseguenze di un’eventuale chiusura dello stabilimento e conseguente delocalizzazione”.

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