Venti morti e cinquanta feriti. È il bilancio dell’attacco sferrato il 28 luglio a Kabul contro la sede di un partito politico, nel giorno dell’avvio della campagna elettorale per le presidenziali afghane di fine settembre. Il bilancio è stato confermato lunedì mattina dal ministero degli Interni, come riporta Tolo Tv: tra le vittime ci sono sedici civili e quattro poliziotti. A essere colpiti sono stati gli uffici del movimento Green Trend, la forza politica guidata da Amrullah Saleh, ex ministro degli Interni ed ex capo dell’intelligence candidato come vice del presidente uscente Ashraf Ghani.

L’attacco è stato messo a segno da un attentatore suicida al volante di un’autobomba. Secondo la ricostruzione ufficiale, dopo l’esplosione tre assalitori hanno fatto irruzione nella sede del partito. Saleh si trovava all’interno degli uffici e, come confermato dal ministero degli Interni, è stato prelevato e trasferito dalle forze speciali poco l’inizio dell’attacco, che non è stato ancora rivendicato. La battaglia è andata avanti per circa sei ore.

Zalmay Khalilzad, il veterano diplomatico afgano-americano che guida la parte americana nei negoziati di pace con i talebani, ha condannato l’attacco di domenica e ha affermato che gli autori devono essere assicurati alla giustizia: “L’attacco contro gli uffici del partito di Saleh è stato un chiaro atto di terrorismo – ha scritto su Twitter – I responsabili vanno assicurati alla giustizia. Siamo al fianco dell’Afghanistan nella lotta al terrorismo”. Stando a un bilancio dell’agenzia Dpa, sono circa 100 i morti e 587 i feriti nei 15 attacchi che da gennaio hanno insanguinato la capitale dell’Afghanistan.

L’attacco a Kabul “è un attacco diretto contro la democrazia, che provoca sofferenza”, ha detto il portavoce del servizio di azione esterna dell’Unione europea (Eeas). È un attacco che va anche “contro lo spirito della risoluzione del dialogo intra-afghano svoltosi a Doha il 7-8 luglio, in cui i rappresentanti afgani, tra cui i talebani, hanno concordato sulla necessità per evitare obiettivi civili e ridurre a zero il numero delle vittime civili“, aggiunge, precisando che “l’Unione europea sta dalla parta della stragrande maggioranza degli afghani che non vedono l’ora che si verifichino elezioni libere ed eque e di discutere liberamente delle questioni che interessano il loro Paese”. “Le uccisioni di civili devono cessare una volta per tutte. È tempo di un cessate il fuoco e di negoziati mirati al raggiungimento della pace che il popolo afghano merita e ha richiesto a lungo”, conclude il portavoce.

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