Larissa Iapichino è la nuova campionessa europea Under 20 del salto in lungo. A 32 anni dal trionfo della madre Fiona May nella stessa manifestazione, a Birmingham, ma con la maglia della Gran Bretagna, la doppia figlia d’arte conquista la medaglia d’oro con un salto da 6,58, sei centimetri in meno della prestazione vincente della May, che salì sul gradino più alto del podio con un 6,64. La 17enne ha battuto la svedese Tilde Johansson, argento con 6,52, e la britannica Holly Mills, bronzo con 6,50. “Non ci credo, è stato pazzesco. Una gara bellissima fino all’ultimo, da brividi”, ha poi commentato l’atleta.

Tutta in crescita la gara dell’azzurra, figlia anche dell’ex astista Gianni Iapichino, che inizia con 5,93 sotto la pioggia. Poi si apre il cielo e arrivano 6,37, 6,33, 6,51, 6,58 e il 6,53 finale. “Al primo salto, col vento contro e la pioggia, ero impanicata e non riuscivo a saltare. Mi sembrava la giornata no. Poi mi sono detta ‘è un europeo, cerca di fare del tuo meglio’. Ora questa vittoria significa tantissimo, le mie avversarie sono quotatissime, è stato uno shock“, ha raccontato la 17enne in una video-intervista sul sito della Fidal. A fare il tifo per lei sugli spalti anche mamma Fiona: “C’erano tutti i miei compagni a darmi la carica, poi mio padre, mia madre e mia sorella. È stato veramente bello”.

Anche Fiona May cede all’emozione per il trionfo della figlia che sta seguendo le sue orme: “È una gioia indescrivibile, la stessa gioia che provai quando vinsi a Birmingham oltre trent’anni fa. Mi ha fatto commuovere e sono molto fiera di lei”, ha commentato. “Sono stata malissimo, ho sofferto con lei. So benissimo cosa vuol dire essere in pedana – ha poi continuato ai microfoni dell’Adnkronos – Stamattina era molto tesa, aveva paura per via della pioggia. ‘Eccoci, che sfiga’, ha pensato. Io le ho detto ‘Larissa, hai saltato con la pioggia a inizio stagione, sei abituata. Stai tranquilla e non ti preoccupare. Devi saltare, una gara è una gara’. Cavolo, è uscita fuori una gara pazzesca. È stata molto coraggiosa e determinata”.

Il suo è il quarto oro azzurro conquistato a Boras, in Svezia, che eguaglia così il record storico di San Sebastian 1993. Tutto nella stessa mattinata in cui gli Azzurri festeggiano anche per l’argento di Riccardo Orsoni nei 10.000 di marcia e il bronzo di Elisa Ducoli nei 3.000. In tutto, sono otto le medaglie portate a casa dagli italiani a questi Europei (4 ori, 1 argento, 3 bronzi), mentre nel pomeriggio si attendono i risultati di altre finali in cui sono impegnati i nostri atleti. “Siamo la migliore spedizione di sempre? Cavolo, abbiamo fatto degli Europei pazzeschi. Anzi, alcune gare non sono andate neanche bene. Il nostro segreto? Siamo italiani“, ha concluso l’azzurra.

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