“Vi mostrerò tutti i documenti ed il motivo per il quale da sette anni a questa parte continuo a ribadire che il reato per appropriazione indebita non esiste”. Così Renzo Bossi, in un video, con documenti alla mano torna a difendersi dalle accuse che nel 2012 le erano state mosse dalla Procura di Milano. “Nel mio processo iniziato nel 2012 vengo accusato di appropriazione indebita nei confronti della Lega Nord. Cioè avrei pagato mie spese personali con i soldi del partito”. 

“Questo reato – sottolinea Bossi jr- prevede la querela del soggetto leso, nel nostro caso la Lega Nord, ma siccome nel 2012 la querela non c’era la Procura di Milano decise di continuare questo processo d’ufficio e cioè senza che la Lega confermasse che queste somme erano state sottratte dai conti correnti. Ad ogni modo facilmente potete capire che per essere indagato del reato di appropriazione indebita la Procura avrebbe dovuto dimostrare che questi pagamenti dalle casse della Lega erano avvenuti per pagare le mie spese personali”.

“Nel 2014 mi recai presso Equitalia dove ritrovai migliaia di euro di cartelle da pagare nelle quali vi erano tutti i verbali delle multe che la Procura di Milano diceva essere state pagate dalla Lega Nord”. Continua Renzo Bossi che con documenti alla mano torna a difendersi dalle accuse che nel 2012 le erano state mosse dalla Procura di Milano, sottolineando che da Equitalia è venuta fuori la sua estraneità alle accuse, poiché le multe a lui intestate non erano state pagate, tanto meno dalla Lega.  Nel 2012 c’erano “titoloni di giornali”, che scrivevano di “decine di multe intestate a me pagate dai conti correnti della Lega. In nessuna delle multe trovate dalla Procura di Milano c’è il timbro di pagamento quindi non erano mai state pagate”.

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