“Auspico che siano organizzati in modo esteso e concertato i corridoi umanitari per i migranti più bisognosi”. È l’appello lanciato da papa Francesco nel corso dell’Angelus in piazza San Pietro in cui ha chiesto ai fedeli di “pregare per le povere persone inermi uccise o ferite dall’attacco aereo” che ha colpito il centro di detenzione di migranti in Libia, a Tajoura, in cui sono morte 90 persone. “La comunità internazionale – ha aggiunto il pontefice – non può tollerare fatti così gravi. Prego per le vittime: il Dio della pace accolga i defunti presso di sé e sostenga i feriti”.

Parole che arrivano a poche ore dalle polemiche per lo sbarco a Lampedusa dei migranti tratte in salvo dalla nave Alex dell’ong Mediterranea, mentre ancora è in bilico il destino di un’altra nave, l’Alan Kurdi, e che suonano come una replica a quanto affermato sabato dal ministro dell’Interno Matteo Salvini che aveva detto che “stiamo facendo i corridoi umanitari, non si sono mai interrotti i corridoi umanitari, ne arrivano a centinaia con i corridoi umanitari. Non è una novità, li ho firmati io personalmente”.

 

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