Arriva il maxi-piano di ristrutturazione di Deutsche Bank, che prevede una perdita netta di 2,8 miliardi nel secondo trimestre dopo gli accantonamenti proprio per rimettere in sesto l’istituto. Al termine del consiglio di amministrazione, la banca ha annunciato una serie di misure a partire dal taglio di 18mila posti di lavoro, cioè un quinto della sua forza lavoro, entro il 2022.

Contestualmente verrà creata una bad bank in cui saranno trasferiti asset per 74 miliardi di euro e verrà ridotto del 40% degli asset allocati in corporate e investment banking, oltre all’uscita dal global equity. Attraverso queste mosse, il piano punta a consentire a Deutsche Bank di concentrarsi e investire nelle sue attività principali per ritrovare redditività. I costi totali dell’operazione saranno di 7,4 miliardi.

Per finanziare il piano di ristrutturazione, l’istituto di credito non chiederà un aumento di capitale ai propri soci. Il board, si legge in una nota, ha stabilito che l’attuale livello di capitale è “forte” e che “le attività future possono essere adeguatamente svolte” con una richiesta di capitale più basso. Dopo una consultazione con le autorità di vigilanza, Deutsche avrà un livello di capitale Cet1 minimo del 12,5%.

Nell’ambito del piano, si legge ancora nella nota della prima banca tedesca, la banca oltre alla cessione degli asset ridurrà la leva finanziaria di 288 miliardi di euro. È inoltre prevista l’uscita dalle attività azionarie di trading, concentrandosi su quelle di equity capital market. Le attività principali saranno quelle di banca di investimento, di finanziamento, mercati valutari, consulenza, gestione risparmio e private.

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