Dopo 17 giorni dal voto della commissione di Vigilanza che si opponeva alla doppia poltrona del presidente della Rai, Marcello Foa ha annunciato le dimissioni dal ruolo di presidente del Consiglio di Amministrazione di RaiCom. Dopo l’approvazione, il 19 giugno scorso, della mozione proposta dai 5 stelle e votata anche da Pd e LeU, i vertici di viale Mazzini avevano “preso atto del voto”, che non è vincolante, senza però che ci fossero effetti concreti. Oggi, quasi venti giorni dopo, Foa ha annunciato le dimissioni in apertura della riunione del Cda Rai, come segno di “rispetto per le istituzioni parlamentari” e ribadendo “l’assoluta legalità, la piena coerenza statutaria e ragionata esigenza organizzativa e di controllo di Gruppo” che aveva determinato l’accettazione dell’incarico in RaiCom. Hanno annunciato le dimissioni dal Consiglio di amministrazione di RaiCom e Rai Pubblicità anche i consiglieri Beatrice Coletti, Igor De Biasio e Giampaolo Rossi.

“Il Cda della Rai – scrive il presidente Foa in una lettera all’Amministratore delegato Fabrizio Salini, al Cda e al Collegio Sindacale – mi ha designato alla Presidenza di RaiCom su proposta dell’Ad. Avendo consultato preventivamente l’azionista Ministero dell’Economia e delle Finanze e preso atto della sua condivisione, l’Assemblea di RaiCom mi ha nominato Presidente del Consiglio di Amministrazione della stessa. Ho accettato la nomina con spirito di servizio, nella consapevolezza della piena legittimità e correttezza dell’iter societario e autorizzativo seguito, e rinunciando al compenso deliberato dall’Assemblea RaiCom, in assenza di una specifica policy in materia da parte della capogruppo Rai spa”.

I parlamentari del Movimento 5 Stelle in Vigilanza Rai hanno commentato le dimissioni in una nota congiunta: “La doppia presidenza di Foa, in conflitto con gli articoli 22 e 26 dello Statuto della Rai, avrebbe esposto l’azienda a rischi di danni erariali. Adesso è il momento di voltare pagina per esaminare il piano industriale, decisivo per il rilancio della Rai, e affrontare tante altre questioni”. E aggiungono: “Abbiamo già chiesto la discussione in Vigilanza di due temi molto importanti: l’organico della Rai e l’ufficio legale dell’azienda. Intanto, sia alla Camera che al Senato, abbiamo depositato un progetto di riforma per togliere la Rai, una volta per tutte, dalle mani dei partiti”.

Il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai in un tweet ha scritto: “Foa si dimette da RaiCom: il dialogo istituzionale Pd-M5s obbliga la Rai al ritorno alla legalità. Ancora poco ma è un primo passo. Ora ristabilire pluralismo informazione e rispetto vero professionalità interne contro l’infornata di esterni politicizzati e senza curriculum”.

Nel dibattito interviene anche Forza Italia, che nel voto si era astenuta. Giorgio Mulè, deputato di FI e capogruppo azzurro in Commissione di Vigilanza Rai, ha dichiarato: “Lo stesso rispetto delle regole imporrebbe adesso alla delegittimata governance Rai di correre ai ripari su alcuni fronti fondamentali per la tenuta della democrazia, a cominciare dal rispetto del pluralismo e fino a un equilibrio non solo di tempo ma soprattutto di contenuto. La Rai della maggioranza gialloverde è lo specchio fedele di un’alleanza tra infedeli nella quale l’unico collante rimane quello dell’occupazione e del controllo militare dell’informazione, come dimostra il recentissimo caso delle proteste dei 5 Stelle per le mancate inquadrature a Di Maio durante la demolizione del Ponte Morandi“.

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