Ottantamila euro di soldi pubblici per una delle tappe del #JovaBeachParty, il concerto-festa che Jovanotti animerà quest’estate su quindici spiagge italiane. Nonostante l’accesso all’evento non sia gratuito, tutt’altro: i biglietti d’ingresso costano circa 60 euro. Sotto accusa finisce la data di Vasto Marina, in Abruzzo, prevista il 17 agosto. Con una deliberazione di giunta, la Regione li ha stanziati attingendo dai fondi Fsc (per lo sviluppo e la coesione): fondi statali, strumenti finanziari che servirebbero al riequilibrio socio-economico di aree territoriali in difficoltà e che saranno nella fattispecie utilizzati “per la pulizia e la bonifica del cosiddetto Fosso Marino, un sito in prossimità dello spazio che ospiterà lo spettacolo ‘JovaBeachParty’ – spiega in una nota ufficiale la nuova giunta abruzzese di centrodestra guidata da Marco Marsilio – L’obiettivo è di rendere accessibile in sicurezza un’area che sarà investita dalla presenza di decine di migliaia di persone”. Nella delibera n.345 del 18 giugno, approvata da tutti e sei gli assessori regionali, si parla solo dell’attribuzione di 80mila euro per il JovaBeachParty. In maniera esplicita, quindi, non indiretta, nel quadro “delle iniziative ed eventi culturali connessi all’attività turistica di destinazione”.

“Soldi pubblici usati “per ‘pulire’ un fosso, pieno di fauna, per un concerto che è a pagamento? Ed era proprio indispensabile che il palco venisse montato lì vicino? Una follia”, commenta Augusto De Sanctis, attivista e ambientalista abruzzese. “Quando ho letto la delibera stentavo a crederci – ironizza – A parte il concetto di pulizia di un fosso, che è da Neanderthal: ma se davvero serviva, questo intervento, non se lo poteva pagare il Jova con i soldi degli introiti?”. Per De Sanctis “due righe alla Corte dei Conti qualcuno dovrebbe scriverle. Veramente una vergogna“. E poi fa notare come 80mila euro siano “il doppio della cifra destinata alla tutela dell’orso bruno, simbolo della nostra regione”.

Sulla questione è intervenuto anche il senatore del M5s Primo Di Nicola, tra i primi a denunciare la vicenda. “A noi la musica piace. E piace anche Jovanotti, ma scoprire che la Regione Abruzzo spende attraverso un contributo di ben 80mila euro soldi dei cittadini per finanziare un evento privato a pagamento proprio non sta bene” ha detto il parlamentare abruzzese. A sentire Di Nicola “il concerto gioverà sicuramente al territorio, ma il contribuito della Regione è semplicemente uno spreco pubblico. Con tutte le emergenze sismiche, i problemi dei trasporti, le problematiche idrogeologiche e la disoccupazione che l’Abruzzo si ritrova – ha scritto su Facebook – questa decisione suona come un affronto ai contribuenti. La scelta del governatore Marsilio è inaccettabile e senza giustificazioni”.

La giunta abruzzese difende però la sua decisione. “Fin dal nostro insediamento, abbiamo mostrato una particolare sensibilità per creare le condizioni infrastrutturali per ospitare eventi capaci di favorire l’attrattività turistica. Così è stato per il Giro d’Italia, per cui la Regione ha stanziato finanziamenti per la manutenzione e la messa in sicurezza delle strade interessate”. L’amministrazione regionale tiene poi a precisare che “non sono previste spese per il finanziamento dello spettacolo, che rimane un’iniziativa privata. L’intervento, peraltro, conserverà la sua efficacia anche successivamente, a prescindere dall’evento le cui dimensioni costituiscono solo la ragione dell’urgenza e della priorità con cui si è inteso provvedere”.

Non pensa invece positivo Pietro Smargiassi, consigliere regionale del Movimento 5 stelle, che commenta così le motivazioni di giunta. “Mettono in mostra un livello di imbarazzo visibile a chiunque. Provano a mistificare la realtà. Un atteggiamento che suona come una presa in giro per tutti i cittadini”. Il M5s non vuole “criticare l’evento” visto che “il concerto di Lorenzo Cherubini farà bene alla città di Vasto”. Ma “gli abruzzesi hanno il diritto di sapere che quei fondi non potevano essere investiti certo in opere di bonifica”.

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