Gli elicotteri hanno recuperato i quattro alpinisti italiani e le due guide pakistane travolti lunedì da una valanga mentre scalavano le cime dell’Hindu Kush a Ishkoman, in Pakistan. “Sono stati salvati tutti e stanno raggiungendo il primo centro abitato della valle”, ha detto Isabella Bellò moglie di Tarcisio Bellò, il capo spedizione. La slavina ha già ucciso la guida locale Imtyaz Ahmmad. Attualmente, gli scalatori sono bloccati a circa cinquemila metri di quota. Alcuni di loro sono feriti, tra cui Bellò, che ha riportato fratture a un piede e un braccio.

“Il gruppo è stato raggiunto dall’elicottero direttamente al campo 2 della spedizione a 4.800 metri quota”, ha spiegato la moglie di Bellò. “Voglio che si sappia però che sono tutti alpinisti molto esperti e prendevano parte a questa spedizione di loro iniziativa, non era una spedizione commerciale ma con obiettivo di solidarietà verso la popolazione locale. Mio marito è stato il primo a portare un vero ponte in acciaio in quella zona del Pakistan”.

I soccorsi dell’esercito pakistano non sono potuti partire prima a causa delle difficili condizioni meteorologiche e della distanza tra la base e il luogo della valanga. La spedizione, guidata da Bellò, è composta da Luca Morellato, David Bergamin, Tino Toldo. I pakistani ancora in vita si chiamano Nadeem e Shakeel. La zona remota in cui è avvenuto l’incidente rende le comunicazioni estremamente difficili.

L’obiettivo degli alpinisti era raggiungere una cima inviolata di circa 5.800 metri nell’area dell’Hindu Kush, individuata nel 2017 dall’alpinista Franz Rota Nodari, scomparso nel marzo del 2018 sul Concarena. A lui, oltre che a Daniele Nardi e Tom Ballard, morti nel febbraio scorso sul Nanga Parbat, è dedicata la spedizione guidata da Bellò.

I militari pachistani lanceranno in giornata anche un’altra operazione di soccorso, per cercare di localizzare due alpinisti cinesi, Li Haoxin Chen e Ka Kit Ng, di cui si sono perse le tracce in una zona a 6.400 metri di altitudine compresa tra il ghiacciaio Liligo e le torri del Trango. A lanciare l’Sos per questi ultimi due era stato un alpinista rimasto alla base di partenza. Sono stati ascoltati l’ultima volta il 14 giugno.

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