Manifestanti pacifici trascinati per i piedi e caricati sui blindati della polizia, 500 arresti e la bocciatura dell’Osce. La cronaca delle prime elezioni presidenziali in Kazakistan dalla caduta dell’Unione Sovietica, vinte dal fedele dell’ex presidente Nursultan Ábishuly NazarbaevKassym Jomart-Tokayev, si concentra più nelle strade della capitale Astana, ribattezzata Nursultan a marzo proprio in onore dell’ex presidente, e di Almaty. Migliaia di manifestanti pacifici sono scesi in piazza per protestare contro un voto che, per bocca dello stesso presidente dimissionario, Nursultan Ábishuly Nazarbaev, doveva rappresentare una rinascita e un rinnovamento per il Paese, ma che nella sostanza ha fornito poche alternative alla popolazione, se non quella di votare il presidente e Delfino di Nazarbaev, il diplomatico 66enne Tokayev, che ha ottenuto il 70,6% delle preferenze .
I tre mesi dopo le dimissioni dell’ex presidente dovevano preparare il campo a una transizione politica che avrebbe inaugurato una stagione di cambiamento. È l’ora di “aprire la strada a una generazione di nuovi leader”, aveva detto Nazarbaev passando il testimone al suo uomo di fiducia. In questi 90 giorni, contro Tokayev si sono presentati altri sei candidati, di cui uno, Amirzhan Kassanov, è un attivista dell’opposizione. Tutti, però, sono sconosciuti ai 12 milioni di abitanti che, invece, hanno a che fare quotidianamente con le immagini dell’ex presidente e del suo onnipresente successore.
Questa sensazione di impotenza, confermata dal risultato del voto, ha portato migliaia di sostenitori dell’opposizione a boicottare le elezioni e a scendere nelle piazze delle due grandi città kazake. I promotori hanno invitato i manifestanti a protestare pacificamente, mentre Tokayev ha esortato le forze dell’ordine a usare moderazione. I manifestanti, diverse centinaia secondo i media, migliaia secondo i leader dell’opposizione, hanno scandito slogan per il boicottaggio prima di venire dispersi dalla polizia che ha annunciato di aver compiuto almeno 500 arresti. Un cronista della Bbc ha fotografato manifestanti trascinati via per i piedi da agenti in tenuta anti-sommossa e riferito che venivano caricati su dei pullman.
A criticare lo svolgimento del voto è stato anche l’Osce che ha inviato nel Paese 300 osservatori e rilevato “violazioni delle libertà fondamentali e pressione sull’opinione pubblica”, benché “le questioni procedurali non abbiano sollevato alcun problema nel giorno delle elezioni”, come ha dichiarato in conferenza stampa George Tsereteli, coordinatore della missione Odihr dell’Osce.
Urszula Gacek, capo dell’Organizzazione per l’osservazione elettorale dell’Osce in Kazakistan, ha aggiunto che ci sono state “irregolarità significative” nelle procedure di conteggio dei voti in tutto il Paese, compresa l’identificazione delle firme.La metà degli osservatori della missione ha valutato “negativamente” le procedure di conteggio dei voti, ha affermato in conferenza stampa.