“La Lega ci lega le mani”: è con questo cartello e con la bocca coperta da nastro adesivo che si sono presentati in aula i consiglieri di minoranza di Bareggio, cittadina di 18mila abitanti in provincia di Milano. Il Comune, guidato da una giunta leghista dal giugno 2018, aveva già fatto parlare di sé a ottobre dell’anno scorso, quando il sindaco propose di intitolare l’asilo del paese a un monsignore che difese un prete pedofilo. Grazie all’attenzione mediatica e alla contrarietà del consiglio d’Istituto della scuola, l’idea naufragò e la struttura verrà intitolata a Rita Levi Montalcini. Ma la giunta leghista bareggese non smette di stupire e, nel consiglio comunale di giovedì 23 maggio, ne ha combinata un’altra: la maggioranza ha deciso che, d’ora in avanti, l’opposizione non potrà più presentare emendamenti sulle variazioni di bilancio.

Infatti, secondo il sindaco Linda Colombo, “fare emendamenti è inutile e fa perdere tempo ai dipendenti comunali”. L’articolo del Regolamento di contabilità del Comune, che disciplinava tale possibilità, è stato infatti abolito con il voto favorevole dell’intera Lega. Questo significa che i gruppi di minoranza potranno continuare a presentare emendamenti alle variazioni di bilancio ma, non essendoci più una norma specifica, sarà discrezione della maggioranza accoglierle o rigettarli (secondo quali criteri, non è dato saperlo, ma l’esito appare scontato), impedendo di fatto ai consiglieri di opposizione, eletti dal popolo, di esercitare un loro diritto fondamentale, sancito dall’articolo 43 del Testo unico degli enti locali: quello cioè di esprimersi su qualunque atto venga sottoposto al voto del consiglio comunale.

Per questo motivo i consiglieri di Partito democratico, Movimento 5 Stelle e due liste di centrodestra hanno deciso di non partecipare al voto e hanno inscenato una protesta con tanto di cartelli e bocche simbolicamente imbavagliate dal nastro adesivo, accusando il governo leghista di Bareggio di essere antidemocratico, poco trasparente e arrogante. Le motivazioni addotte dalla maggioranza per giustificare la decisione presa non hanno fatto altro che accrescere l’indignazione della minoranza: per la giunta, infatti, si tratta di una “scelta politica”, che niente quindi ha a che vedere con spiegazioni di tipo tecnico.

“Fare un emendamento a una variazione di bilancio – spiega il sindaco del Carroccio – è inutile: quando la maggioranza fa una variazione ha già deciso dove mettere i soldi. Con questa modifica del regolamento i funzionari comunali lavoreranno solo per i cittadini e non più per i consiglieri comunali. Quell’articolo che abbiamo eliminato, infatti, gravava sull’operato quotidiano degli uffici, rallentando di fatto altri lavori più importanti”. Le minoranze però non si arrendono e si preparano a inviare un esposto al Prefetto. A lui spetterà l’ultima parola.

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