Nemmeno il tempo di festeggiare la rielezione da record, che sulla scrivania del sindaco di Firenze, Dario Nardella, è piombato un macigno: martedì il Tar della Toscana ha accolto il ricorso dei sette sindaci della piana fiorentina contro l’aeroporto di Firenze e bocciato il decreto Via (Valutazione di Impatto Ambientale). Risultato: le procedure per l’ampliamento della pista di Peretola adesso sono tutte bloccate e la decisione dei giudici amministrativi di fatto annulla il disco verde ai lavori, arrivato a inizio anno dalla conferenza dei servizi, che sarebbero dovuti partire a ottobre. “Con questa sentenza si ferma lo sviluppo della Toscana” ha commentato adirato il Presidente di Toscana Aeroporti e braccio destro di Matteo Renzi, Marco Carrai. Adesso, sia la società che detiene lo scalo di Peretola che la Regione hanno annunciato un ricorso al Consiglio di Stato. Ma ci vorranno anni prima della decisione finale e il blocco dei lavori rischia di avere delle conseguenze significative su tutto il piano urbanistico di Firenze. 

Il verdetto del Tar – La pronuncia del Tar della Toscana è arrivata martedì, poche ore dopo lo spoglio dei voti per le elezioni comunali che ha portato alla rielezione del sindaco Nardella al primo turno. I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso presentato da sette comuni della piana fiorentina (Prato, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Calenzano, Carmignano, Poggio a Caiano e Signa) e dai comitati “No aeroporto” contro il decreto di valutazione di impatto ambientale che sta alla base della decisione di autorizzare l’opera. Nella sentenza si legge che “il progetto sottoposto a Via non conteneva quel grado di dettaglio minimo e sufficiente affinché il ministero dell’Ambiente addivenisse ad una corretta valutazione di compatibilità ambientale, non essendosi individuati compiutamente le opere da realizzare”. E poi “la previsione di un numero così elevato di prescrizioni, ma soprattutto il carattere e il tenore di queste ultime, dimostra inevitabilmente il difetto di istruttoria in cui sono incorsi i ministeri dell’Ambiente e dei Beni culturali”. Infine, secondo i giudici amministrativi, la Via avrebbe posticipato la valutazione di aspetti ambientali “non risolti” e per questo non può essere considerata valida.

Gli effetti su Firenze – Il blocco del Tar al decreto Via avrà degli effetti dirompenti sull’urbanistica della città e sulla fattibilità dell’opera. In primo luogo, Toscana Aeroporti e la Regione hanno già annunciato ricorso al Consiglio di Stato ma con i tempi tecnici della giustizia amministrativa sembra molto difficile che si possa arrivare a un parere definitivo non prima di due o tre anni. Questo significa che i tempi per mettere la prima pietra si allungheranno, e di molto. Poi, il niet all’ampliamento della nuova pista di Peretola da 2.400 metri è la prima tessera di un domino che riguarda anche altre infrastrutture cittadine: adesso sarà rallentata anche la costruzione del nuovo stadio della Fiorentina. Quest’ultimo dovrebbe nascere nell’area del mercato ortofrutticolo (Mercafir, a nord della città) che a sua volta verrebbe spostato nella zona dell’attuale pista di Peretola. Ma senza la nuova pista, tutto diventa più difficile. Infine, non si può sottovalutare la portata politica di questa decisione del Tar: la nuova giunta di Dario Nardella parte già azzoppata perché è stato lui, insieme a Marco Carrai e Matteo Renzi, il grande fautore politico dell’ampliamento dello scalo di Firenze. Nardella ha costruito buona parte della campagna elettorale sul “sì” alle grandi opere (compresa la stazione Tav Foster) e proprio per questo dovrà virare su altri dossier (come le nuove linee della tramvia) per i prossimi cinque anni. Sabato mattina intanto i comitati “No Aeroporto” hanno chiesto ufficialmente al ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, un incontro per parlare della vecchia e della nuova pista.

E Pisa? – Ma la decisione dei giudici amministrativi potrebbe rallentare anche i lavori sull’ampliamento dell’aeroporto di Pisa, l’hub principale della regione che ogni anno accoglie circa 5 milioni di passeggeri contro i 2,5 di Firenze gestito sempre da Toscana Aeroporti. Ad annunciarlo è stato Roberto Naldi, presidente di Corporation America Italia (azionista di maggioranza di Toscana Aeroporti) che a Repubblica Firenze ha minacciato: “Una corretta gestione aziendale ci impone di rallentare i tempi dell’ampliamento del terminal di Pisa” anche se “gli investimenti e il progetto rimangono confermati”. Sul Galileo Galilei sono previsti almeno 60 milioni di euro entro il 2028 per rimetterlo in sicurezza, di cui 40 volti ad ampliarne la portata per arrivare a 6,5 milioni di passeggeri ogni anno.

Un’opera che vogliono in pochi – Il progetto dell’ampliamento di Peretola era partito nel 2014, quando il consiglio regionale della Toscana aveva approvato il piano d’indirizzo territoriale (Pit) che prevedeva una nuova pista da 2.400 metri, già bocciato una prima volta dal Tar nel 2016. Il masterplan presentato successivamente prevede un investimento da circa 350 milioni, di cui 200 finanziati da Aeroporti Spa. A inizio febbraio, poi, la conferenza dei servizi del Ministero delle Infrastrutture ha dato il via libera tecnico all’opera. Ma, oltre al ricorso dei sette comuni della piana, l’ampliamento dell’aeroporto di Firenze ha davanti a sé anche un ostacolo politico che ha già provocato lacerazioni interne alla maggioranza giallo-verde: il Movimento 5 Stelle è da sempre contrario all’opera, considerata un favore al giglio magico di Renzi, mentre la Lega, tramite la sindaca di Cascina, Susanna Ceccardi, prima aveva detto “no” all’opera e poi ha invertito la rotta sulle posizioni “pro-sviluppo” di Matteo Salvini. Il ministro Danilo Toninelli comunque ha più volte annunciato che sull’opera è in corso un’analisi costi-benefici sul modello del Tav Torino-Lione.

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