Due vigili urbani di Maglie, nel Leccese, autori di un video in cui prendono in giro un disabile mentre sono in servizio, sono stati indagati dalla Procura per violenza privata, interruzione di pubblico servizio e istigazione al suicidio. Come raccontano Il Nuovo Quotidiano di Puglia e CorriereSalentino.it, le indagini sono nate da un esposto e i due vigili sono sospettati di aver diffuso in chat non solo il video, ma anche altre immagini del disabile con bare e crocifissi. Dopo aver saputo della ripresa e delle foto, riferiscono le due testate locali, la vittima avrebbe espresso il desiderio di morire. I carabinieri della Compagnia di Maglie, venerdì scorso, hanno requisito cellulari, tablet e pc dei due indagati e in seguito l’ufficio dei Procedimenti disciplinari ha deciso di trasferirli all’ufficio Tributi e Anagrafe. Il sindaco Ernesto Toma ha parlato di “un fatto gravissimo”. Il legale di uno dei due vigili ha riferito che il suo assistito “ha già chiesto scusa ai familiari”. La difesa vuole dimostrare che con la vittima c’era molta familiarità e che il tutto si è svolto in un clima di scherzo.

Nel video, pubblicato sempre dalle due testate locali, si vede la vittima all’interno di Palazzo De Marco, dove sono parcheggiati alcuni mezzi della polizia municipale. Grida ed è arrabbiato perché la sua bicicletta è senza una ruota, mentre i due vigili si avvicinano ridendo. Uno dei due riprende con il telefonino, l’altro dopo averlo preso in giro tira fuori da un furgoncino della polizia la ruota anteriore mancante. Ad un certo punto si vede che la vittima viene anche toccata: poi, sempre tra le risate dei vigili, uno dei due lo aiuta a rimontare la ruota. La ripresa dura in tutto due minuti e 33 secondi ed è stato girata l’estate del 2017. Si sentono frasi come “Dimmi per favore, che non sono stato io” oppure “La prossima volta tutte e due le ruote”.

Il Nuovo Quotidiano di Puglia e CorriereSalentino.it scrivono che il video si è poi diffuso rapidamente in chat, ma non sarebbe stato questo a far scattare le indagini, bensì altre immagini goliardiche che per l’accusa sono state diffuse sempre dai due indagati. “Riponiamo gran fiducia nella magistratura affinché possa fare piena luce su quanto accaduto. Da parte nostra c’è la massima collaborazione”, ha detto Toma, sindaco di Maglie. Gli avvocati Laura Minosi e Maurizio Forte, legali dei due indagati, hanno spiegato che tra i loro assistiti e la vittima c’è un rapporto di grande confidenza e amicizia. Sempre i giornali locali scrivono che si erano già recati a casa del disabile per chiedere scusa.  “Credeva che questa storia fosse finita ormai da tempo”. ha detto l’avvocato Forte, come riporta il CorriereSalentino.it.

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