Davanti al procuratore, Aljica Hrustic ha confermato quanto aveva già detto mercoledì sera davanti agli investigatori. Ha raccontato di essere stato lui, 25enne di origini croate, a picchiare suo figlio di 2 anni e 5 mesi, trovato morto all’alba di ieri nell’appartamento popolare di via Ricciarelli 22, a Milano. “L’ho picchiato, poi l’ho visto morto, non credevo che l’avrei ucciso”, ha detto al pm Giovanna Cavalleri. In Questura 12 ore prima aveva ammesso di avere fatto uso di droga prima di colpire suo figlio: “Non riuscivo ad addormentarmi, mi sono alzato e l’ho picchiato”. L’uomo sarà interrogato anche dal gip a San Vittore per la convalida del fermo e la misura cautelare: per ora, riferisce le agenzie di stampa, è apparso lucido e ha ricostruito in maniera coerente la vicenda.

Nelle prossime ore verrà effettuata l’autopsia sul corpo del piccolo, che servirà per valutare anche se era stato picchiato nei giorni precedenti, dato che sul corpo del bambino vi erano lividi risalenti anche a prima della morte. Inoltre, aveva anche i piedi fasciati, anche se è possibile che si sia fatto male camminando sui vetri nei giorni scorsi. Stando alle indagini della Squadra mobile, dopo aver capito che il bambino non respirava più, il padre è fuggito dalla casa in zona San Siro dove vive con la moglie 23enne, incinta del quinto figlio. Poi, un paio d’ore dopo l’omicidio, quindi intorno alle 5 del mattino, è stato lo stesso 25enne a chiamare il 112. “In via Ricciarelli 22 – ha detto al telefono con la polizia – c’è un bambino che non respira più”.

Quando nell’appartamento è arrivata la polizia, la madre era di fianco al cadavere del piccolo in stato di choc. Poi, ha indicato il marito come responsabile dell’omicidio. Aljica Hrustic è stato infine fermato intorno alle 12,30 in zona Giambellino, sempre a Milano. Aveva con sé le due figlie che hanno tre anni e poco più di un anno, mentre un altro figlio, il maggiore, vive in Croazia. In serata, davanti agli investigatori, ha confessato l’omicidio.

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