La procura svedese ha chiesto l’arresto per Julian Assange con l’accusa di violenza sessuale. La mossa dei pm rappresenta il primo passo per la richiesta di estradizione dal Regno Unito, dove il fondatore di WikiLeaks si trova agli arresti dopo l’espulsione dall’ambasciata dell’Ecuador a Londra che gli aveva dato asilo. Lo scorso 13 maggio gli inquirenti svedesi avevano riaperto il caso per le accuse di stupro.

La procuratrice svedese Eva-Marie Persson oggi ha reso noto proprio che se un tribunale accorderà la richiesta d’arresto per Assange “su un sospetto caso di stupro, io farò richiesta di un mandato d’arresto europeo“. Il procuratore generale di Svezia ha ipotizzato che Assange “dovrà scontare 25 settimane prima di poter essere rilasciato”, secondo le informazioni ricevute dal Regno Unito. Su Assange, però, pende anche una richiesta di estradizione degli Stati Uniti, che lo accusano di aver diffuso documenti riservati. Secondo il magistrato svedese, le autorità britanniche dovranno decidere se esistono conflitti tra il mandato d’arresto europeo e la richiesta di estradizione americana. Persson ha spiegato che “in caso di conflitto tra un ordine europeo e una richiesta di estradizione dagli Stati Uniti”, spetta alle autorità del Regno Unito “decidere in ordine di priorità”. “Il risultato di questo processo è impossibile da prevedere, tuttavia, a mio parere il caso svedese potrebbe essere parallelo alle procedure nel Regno Unito”, ha affermato il sostituto procuratore.

Il caso contro Assange in Svezia è stato archiviato nel 2017 a causa dell’impossibilità di continuare le indagini essendo il fondatore di Wikileaks rifugiato nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra. La procura ha annunciato la sua riapertura per un presunto crimine di stupro esattamente una settimana fa.