Oltre i due euro a litro. Il prezzo della benzina sale prezzi molto elevati alla vigilia del ponte del 25 aprile: sulle autostrade, secondo l’Osservatorio carburanti del Mise, i costi in alcuni casi volano appunto oltre i 2 euro: 2,041 euro al litro segnalati nell’area Lucignano est (Arezzo) al servito, dei 2,051 euro al litro ad Arno ovest (Firenze), dei 2,071 a San Pietro (Napoli) e dei 2,020 San Zenone est (Milano). La causa secondo l’Unione petrolifera è l‘inasprimento delle sanzioni statunitensi all’Iran, oltre alla tensioni in Libia che hanno causato un aumento del prezzo del greggio. Ma gli analisti evidenziano che le compagnie petrolifere di solito incorporano anticipatamente i previsti aumenti del greggio sui mercati internazionali.

Sullo sfondo, le accise che continuano a valere oltre il 40% del prezzo finale nonostante le promesse del vicepremier Matteo Salvini. Che anche oggi ha ribadito: come il taglio di quelle tasse sia “uno dei prossimi interventi che abbiamo il dovere di prendere in considerazione” er per questo “sicuramente non c’è una crisi di governo alle porte”.

Quotidiano energia segnala inoltre rialzi di un centesimo per benzina e diesel. In particolare, in base all’elaborazione dei dati comunicati ieri dai gestori all’Osservaprezzi carburanti del Mise, il prezzo medio della benzina in modalità self nei diversi marchi oscilla da 1,618 a 1,633 euro al litro. Invece, il prezzo del diesel venduto dalle compagnie oscilla tra 1,509 e 1,518 euro al litro (no-logo a 1,486). Quanto al servito, per la verde il prezzo medio praticato è di 1,750 euro al litro con gli impianti colorati che vanno da 1,721 a 1,820 euro al litro (no-logo a 1,643) mentre per il diesel la media è a 1,643 euro al litro con i punti vendita delle compagnie tra 1,628 a 1,725 euro al litro. Il Gpl, infine, oscilla tra 0,637 e 0,663 euro al litro (no-logo a 0,632).

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Dichiarazione dei redditi, precompilata 2019 ai blocchi di partenza con la nuova tornata di detrazioni e deduzioni

prev
Articolo Successivo

Bce, il tweet della Banca centrale rivendica lo slogan degli Avengers: “A qualunque costo? Lo disse già Draghi 7 anni fa”

next