In Italia esistono milioni di persone e migliaia di realtà sparse che traducono in azione locale il pensiero globale sui limiti di questo modello di sviluppo che sta portando il pianeta e i suoi abitanti al collasso ambientale e al fallimento sociale e culturale. Esiste una galassia di associazioni ambientaliste, di comitati in difesa dei beni comuni, di liste civiche ed ecologiste e di esperienze concrete di cittadini attivi impegnati da tempo a promuovere e praticare la conversione ecologica della nostra società quale unica via per migliorare la qualità della vita di tutti e creare opportunità di lavoro e quindi di reddito, senza uccidere il pianeta.

A tutte queste realtà, piccole zattere in confronto ai grandi transatlantici della politica che attraversano questi mari in burrasca timonati da capitani senza il reale senso della tempesta che sta imperversando, oggi serve un progetto e uno spazio politico unitario: serve per essere davvero incisivi e per non restare a guardare impotenti i disastri prodotti da questo modello decadente e dalla serie ininterrotta di azioni irrispettose dell’ambiente e dei diritti fondamentali.

Europa Verde può essere questo progetto. Può essere una grande zattera che raccolga tutte queste consapevolezze diffuse, mettendole in raccordo tra loro, moltiplicandole e rendendole (insieme alle realtà più storiche come i Verdi e più giovani come Possibile) protagoniste e fondative di quel soggetto politico che in Italia manca da tanti anni: ecologista, civico e per la giustizia sociale. Un progetto che sarà tanto più valido quanto più saprà essere l’occasione per riunire la comunità di cittadine e cittadini orfani della politica, senza rappresentanza e senza riferimenti.

Oggi si respira molto entusiasmo e tanta voglia di impegno ambientalista, è vero. L’Onda Verde che attraversa l’Europa sta creando anche in Italia un rinnovato interesse e un’inaspettata speranza, soprattutto nei giovani, nei confronti della sfida per salvare l’unico pianeta che abbiamo. Purtroppo però c’è anche un sentimento diffuso di disillusione e di diffidenza verso la politica.

Ma a chi giustamente mostra segni di diffidenza, di stanchezza e di scoramento, bisogna rivolgere un invito sincero: occupate questo spazio politico in formazione, trasformatelo, salite a bordo e decidete insieme a tutti noi come governare questo processo. Portate la vostra esperienza di lista civica, di comitato locale, di gruppo di cittadini, di singole persone, in Europa Verde. È indispensabile che lo facciate. Perché il tempo passa e serve l’impegno di tutte e tutti. Perché dobbiamo interrompere il saccheggio delle risorse naturali e provare a fermare l’inquinamento, il cambiamento climatico e lo squilibrio dei nostri ecosistemi che travolge sempre più tutti noi, i nostri figli e la nostra salute. E perché è indispensabile ritrovare il sogno di quell’Europa unita, pacifica e solidale immaginata a Ventotene, rimettendo al centro i diritti delle persone ed abbandonando le politiche di tagli alla spesa sociale e di mercificazione dei beni comuni.

Cambiare paradigma economico-sociale ed abbracciare l’ecologia oggi non è più una scelta. È l’unica strada possibile.