Sul giornale di partito ha scritto un componimento dal titolo “il topo di città“. Solo che nel sottotitolo c’è però un’allusione agli immigrati. È polemica per una poesia di Christian Schilcher, esponente del Partito della Libertà austriaco e vicesindaco di Bruanau am Inn. Una città nota anche perché ha dato i natali di Adolf Hitler.

Come riporta il quotidiano austriaco Der Standard  il vicesindaco è autore di una poesia il cui protagonista è un roditore “con un background di fognature“. Schilcher utilizza  la parola “kanalisationhintergrund” alludendo probabilmente al vocabolo “migrationhintergrund” che è impiegato proprio per indicare il retroterra (o background) di provenienza dei migranti.

Non è l’unica critica. Alcune testate hanno sottolineato infatti il paragone tra migranti e topi basandosi su un altro verso di Schilcher: “proprio come noi viviamo quaggiù così devono farlo altri ratti, che siano ospiti o migranti: condividano con noi lo stile di vita o devono andarsene velocemente via!”. Il vicesindaco ha spiegato che il componimento puntava a descrivere cambiamenti che lui e altri “molto legittimamente criticano“. Partendo però dalla prospettiva del topo che è il protagonista della poesia: così si spiega la citazione dei ratti. Si è inoltre scusato per il legame “pieno di significati storici” tra topi e umani sostenendo però che non intendeva “insultare o ferire qualcuno” con la sua poesia.

Scuse che non sono bastato a stoppare le polemiche. Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz ha chiesto al Partito della Libertà – suo alleato e di cui fa parte Schilcher – di prendere le distanze dalla poesia, definendola “abominevole, disgustante, disumana e profondamente razzista“. Il leader del partito di destra e vicecancelliere Heinz-Christian Strache, alleato con Matteo Salvini, ha scritto però su Facebook che “l’incitamento e la campagna” contro la sua forza politica mostrano che i loro rivali sono “particolarmente nervosi” per le prossime elezioni europee (in cui, stando ai sondaggi, il partito di Strache è il terzo schieramento austriaco). Di “abituale propaganda nazista” ha parlato invece Pamela Rendi-Wagner, leader del Partito Socialdemocratico.