Un’intercettazione telefonica, spuntata durante un’udienza del processo, che racconta – secondo l’accusa – di giri di soldi all’estero e tasse evase. Buffa, ma che allo stesso tempo rappresenta plasticamente la disponibilità di denaro contante che aveva Alberto Vazzoler, imprenditore veneto, ex guru del web ai tempi di NetFraternity, arrestato nel giugno di tre anni fa assieme a commercialisti, faccendieri, la compagna e l’ex fidanzata con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio transnazionale. Stando alla ricostruzione della Guardia di finanza, avrebbero portato all’estero oltre 40 milioni di euro.

Nel corso del processo, scrive il Corriere del Veneto, è stato ascoltato il colonnello Vittorio Palmese, a capo del Nucleo tributario dei finanzieri di Padova, per ricostruire passo dopo passo le intercettazioni ambientali e telefoniche attraverso le quale gli investigatori si sono convinti dell’esistenza di un sistema organizzato che Vazzoler cercava di proteggere in ogni modo. E tra gli indizi ha portato anche un’intercettazione della sua fidanzata, Silvia Moro.

Non sapendo di essere ascoltata, dice alla sorella: “Ho fatto una cazzata, ho cucinato uno strudel e dentro al forno c’erano 40mila euro che sono andati bruciati”. Una circostanza che – sempre secondo la Guardia di finanza –  aiuta a comprendere quanto Vazzoler temesse un blitz. Una paura così forte da spingerlo a nascondere tutto in forno. A supporto della propria tesi, la Finanza ha anche riportato un dialogo tra l’imprenditore e la sua fidanzata a bordo della propria auto.

Commentando le notizie del giornale radio sulle disavventure di Fabrizio Corona e dei soldi nascosti nell’intercapedine, Vazzoler dice alla fidanzata che è per evitare l’arresto che ha deciso di non tenere più soldi nel proprio appartamento. “Io faccio una pernacchia a tutti, io il grano me lo sono preso, mi pago i processi vado via”, diceva invece Vazzoler – sempre all’interno del proprio Suv – qualche mese più tardi.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Pedofilia nel Modenese, Corte d’Appello di Ancona accoglie richiesta di revisione del processo per un imputato

prev
Articolo Successivo

Stadio As Roma, sindaca Virginia Raggi indagata per abuso d’ufficio dopo denuncia di un architetto vicino al M5s

next