Vi sarete probabilmente accorti che abbiamo un problemino. Sono più di 30 anni che gli scienziati ci stanno dicendo che se non smettiamo di emettere gas serra, ovvero CO2, saremo in grossi guai. E non abbiamo fatto quasi niente in proposito. E ora, ve ne sarete accorti anche voi, siamo in GROSSI guai. Per fortuna, sembra che qualcosa si stia muovendo, specialmente con l’azione della giovane attivista svedese Greta Thunberg. Può darsi che ci stiamo svegliando dopo un sonno profondo durato 30 anni? Forse sì, ma ora che abbiamo scoperto che dobbiamo sbrigarci e fare qualcosa, che cosa?

Non che manchino i piani di azione: tutti i rapporti pubblicati dall’IPCC (il pannello internazionale sul cambiamento climatico) includono piani su ciò che potremmo o dovremmo fare per evitare il peggio. Dobbiamo seguire una brusca traiettoria di decarbonizzazione mentre, allo stesso tempo, dobbiamo mantenere la fornitura del minimo vitale di energia alla società. Ma come riuscirci se l’85% dell’energia primaria prodotta al mondo viene dai combustibili fossili? Se bruciamo fossili, dobbiamo per forza emettere biossido di carbonio che si accumula nell’atmosfera.

Una proposta che sembra essere popolare è quella della “cattura e sequestro del carbonio” (Carbon Capture and Sequestration (CCS). L’idea è abbastanza semplice: invece di rilasciare nell’atmosfera la CO2 emessa, la pompiamo nel sottosuolo, dentro una roccia porosa che, prima, conteneva gas o petrolio. Ovviamente, non si può fare con i veicoli, ma potrebbe funzionare con le centrali elettriche.

È una buona idea? Forse, ma è anche un modo per nascondere il problema sotto il tappeto. Se il nostro problema è che l’uso di combustibili fossili ci sta facendo dei danni, e lo è, utilizzando il CCS il risultato sarebbe di mantenere viva proprio la tecnologia che dovremmo sforzarci di eliminare. Ma se non avessimo altra scelta, dovremmo accontentarci. Ma è vero che il CCS è l’unica via da seguire, o non è piuttosto è un fallimento dell’immaginazione? Non potremmo invece usare le energie rinnovabili per sostituire direttamente il petrolio e non pensarci più?

C’è un solo modo per decidere su questo punto: un calcolo quantitativo basato su dati reali. Costruire impianti di cattura e sequestro del carbonio richiede risorse e energia e il rendimento del processo può essere calcolato e messo a confronto con quello di altre tecnologie: è il concetto di resa energetica per l’energia investita (EROI). Migliore è il valore dell’EROI, migliore è la tecnologia.

Questo è esattamente ciò che abbiamo fatto, io e i miei colleghi Sgouridis, Csala, Dale e Chiesa, in un articolo che abbiamo pubblicato la scorsa settimana su Nature Energy. Abbiamo confrontato l’EROI del CCS con quello dell’energia rinnovabile in una vasta gamma di ipotesi, compresa la necessità di stoccaggio di energia di tecnologie come il solare e l’eolico.

Il risultato? Le fonti rinnovabili vincono sul CCS. Le rinnovabili sono ormai una tecnologia sufficientemente matura che ci consente di andare avanti verso la transizione energetica senza dover ricorrere a soluzioni incerte e costose come la cattura del carbonio. Questo è un buon risultato anche perché il CCS ha dei grossi problemi che le rinnovabili non hanno. A parte che è una tecnologia ancora non sperimentata su larga scala, il grosso problema è che, come ho accennato all’inizio, adottando CCS diamo nuova vita alle tecnologie fossili. Ma i combustibili fossili sono condannati dall’esaurimento in ogni caso, quindi che senso ha investire le poche risorse che abbiamo ancora in una tecnologia che non ha futuro? Alla fine dei conti, il CCS è davvero un fallimento dell’immaginazione: possiamo fare molto meglio che nascondere il carbonio sottoterra.

Come nota finale, il nostro studio tratta solo del CCS come un modo per rimuovere il carbonio dalle emissioni delle centrali elettriche. Questo non vuol dire che non possa essere utile per rimuovere il biossido di carbonio direttamente dall’atmosfera. Questo si chiama “direct atmospheric capture” (DAC) o “Negative Emission Technologies” (NET). E’ una tecnologia costosa, ma potrebbe essere l’unico modo per tornare ad una concentrazione di CO2 abbastanza bassa da evitare il peggio. Ovviamente, la cattura dall’atmosfera funziona solo se è alimentata da fonti rinnovabili: ce la potremmo fare se soltanto ci diamo una mossa.