Il premier Giuseppe Conte ha istituito un Gabinetto di crisi sulla Libia che sarà attivo fino a quando la situazione non sarà tornata alla normalità. Lo hanno comunicato fonti di Palazzo Chigi al termine del vertice convocato dallo stesso presidente del Consiglio oggi pomeriggio a cui hanno partecipato i ministri degli Esteri e della Difesa, Enzo Moavero Milanesi ed Elisabetta Trenta, il sottosegretario Giancarlo Giorgetti e i vertici dei Servizi. Conte ha informato i ministeri sull’evolversi della situazione in Libia e convocato il Gabinetto di crisi in modo da consentire una gestione coordinata del dossier.

Le fonti di Palazzo Chigi informano anche di un colloquio telefonico tra il premier e la cancelliera tedesco Angela Merkel avvenuto nel pomeriggio. Lo staff ha anche continui contatti con gli Usa, la Francia e i principali attori internazionali. Mentre continua l’offensiva del generale Khalifa Haftar per strappare Tripoli al premier Al Sarraj, si consumano nuove tensioni proprio tra Parigi e il resto d’Europa. Una delegazione di inviati di Haftar ha incontrato il presidente Emmanuel Macron il 4 aprile scorso, ovvero prima dell’inizio della crisi. Secondo quanto rivelato da Repubblica, il colloquio è servito per avere l’appoggio della Francia all’attacco. La ricostruzione è stata però smentita ufficialmente dall’Eliseo.

Resta che Parigi durante il vertice Ue di giovedì aveva bloccato il testo iniziale della dichiarazione in cui si chiedeva ad Haftar di fermarsi, proprio per il riferimento diretto della condanna al generale. Italia e Svezia hanno presentato alcuni emendamenti, sostenute anche da Germania, Regno Unito e Olanda, che hanno prodotto un nuovo documento, approvato infine dai 28. Nel testo, si avverte che l’attacco lanciato dalla forze di Haftar “mette in pericolo civili e blocca il processo politico”. Ma allo stesso tempo si chiede a “tutte le parti di fermare immediatamente le operazioni militari”, quindi anche le milizie che fanno capo al governo di Tripoli. E soprattutto, non si nomina più Haftar, ma solo il suo esercito. Così Parigi può dare il via libera.