L’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna) del generale Khalifa Haftar si trova 100 chilometri a sud di Tripoli. Per questo le forze di Zintan e Misurata, che appoggiano il consiglio presidenziale guidato da Fayez Al Sarraj, si sono mobilitate per fronteggiare l’avanzata e secondo fonti militari sono stati attivati anche gli aerei da combattimento del Governo di accordo nazionale guidato appunto da Al Sarraj. La situazione in Libia torna critica, a soli dieci giorni dalla “Conferenza nazionale“, l’incontro sotto l’egida dell’Onu ma solo con partecipanti libici, previsto dal 14 al 16 aprile a Ghadames, nel sud-ovest del Paese, che dovrebbe portare a un accordo per arrivare a elezioni e tentare di risolvere la crisi libica mai sopita dalla caduta del colonnello Muammar Gheddafi nel 2011. Secondo le fonti dei media libici, nuovi scontri sono in corso vicino ad Alasaba: una pattuglia è stata attaccata dalle forze di Haftar è c’è almeno un morto. Intanto, a Tripoli, il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres sta incontrando il capo del consiglio presidenziale Al Sarraj.

La nuova escalation tra le milizie che sostengono il premier Al Sarraj e l’esercito del governo cirenaico di Tobruk è cominciata nella notte quando sono stati segnalati “scontri a sud di Tripoli” da vari media libici. Secondo il loro stesso portavoce, le forze di Haftar sono entrate nella città di Gharian, a sud della capitale, dove “i nostri uomini sono stati accolti in festa dagli abitanti”. Stamattina un tweet del sito Libya Observer, ostile nei confronti del generale, sostiene invece che le forze di Haftar “si sono ritirate nell’area di Jandouba, nella parte sud della città, mentre forze libiche occidentali mobilitano truppe per attaccarle”.

Sempre Libya Observer scrive infatti che “il Consiglio Militare di Zintan mobilita le forze per respingere gli invasori della Libia orientale guidati dal signore della guerra Haftar” e che “tutte le forze di Misurata tengono oggi una riunione di emergenza per decidere una reazione unitaria allo spiegamento dei gruppi armati nella regione occidentale”. Ordini per “fermare i progressi dell’esercito” del generale Khalifa Haftar verso Tripoli sono stati impartiti ad “aerei da combattimento” da parte di Ali Boudeya, il Capo dell’Aviazione del ministero della Difesa del Governo di accordo nazionale, quello guidato dal premier Al Sarraj. Lo riferisce un tweet dell’emittente Libya 24 che cita “fonti militari”.

Haftar aveva lanciato nei giorni scorsi una “campagna per bonificare l’ovest del Paese dalla presenza di milizie criminali“. Il Consiglio presidenziale di Tripoli di cui è a capo il premier Al Sarraj ha emesso una dichiarazione per denunciare gli ordini impartiti da Haftar definendoli “annunci provocatori” tra l’altro perché esortano a “liberare la capitale”. Oggi Al Sarraj ha dichiarato lo stato di emergenza. Dal canto suo il ministero dell’Interno di Tripoli ha fatto sapere che le sue forze sono pronte a respingere qualsiasi attacco alla capitale.

“Esprimiamo estrema preoccupazione – dichiarano i senatori M5s della Commissione Affari Esteri – la Libia rischia una guerra che farebbe tramontare ogni prospettiva di normalizzazione del Paese, con gravissime conseguenze non solo per la popolazione libica ma anche per gli interessi nazionali italiani: dalla sicurezza degli impianti petroliferi dell’Eni alla gestione del fenomeno migratorio. Il caos favorirebbe le partenze dei barconi e renderebbe ancor più critica la già problematica situazione umanitaria dei centri per migranti gestiti dal governo di Tripoli”. “Auspichiamo un deciso intervento diplomatico per disinnescare subito questa pericolosa escalation, anche attraverso l’attivazione della ‘cabina di regia’ Italia-Usa sulla Libia”, concludono i senatori pentastellati.

“La situazione militare in Libia si sta deteriorando in modo molto preoccupante. Le truppe del generale Haftar sono a 100 km da Tripoli, una avanzata inaspettata e più veloce del previsto. Il Partito Democratico chiede che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte venga in aula a riferire”. Così Lia Quartapelle, capogruppo del Pd in commissione Esteri, intervenendo in aula alla ripresa dei lavori. “La Libia – ha aggiunto Quartapelle – è al centro dei nostri interessi strategici e non possiamo continuare a far finta di nulla. Vorremmo sapere dal presidente Conte su quali interessi italiani egli stia mediando e quanto il nostro governo si sta interessando della Libia, constatato che in quest’aula non si parla di Libia dal mese di settembre, nonostante le numerose richieste dell’opposizione”.