Rappresentano 582 associazioni in tutta Italia, tra cui la Comunità papa Giovanni XXIII e Azione cattolica, coinvolgendo quasi 5 milioni di famiglie. Ma al Congresso mondiale delle famiglie di Verona hanno deciso di non esserci. “Abbiamo adottato una linea di basso profilo perché siamo convinti che, rispetto alle due piazze che si sono scontrate negli ultimi giorni, in mezzo ci sia un Paese reale molto preoccupato”, spiega a Ilfattoquotidiano.it Gigi De Palo, presidente del Forum delle associazioni familiari, che questa mattina ha incontrato il vicepremier Luigi Di Maio per presentargli alcune proposte come l’assegno di natalità. “Le ho accolto con piacere“, ha commentato il capo politico M5s. Fondato nel 1992, il Forum delle famiglie riunisce movimenti e onlus del mondo cattolico impegnate nella tutela della famiglia. È per questo che a Verona la loro assenza non è passata inosservata. “Spesso queste situazioni offrono alla politica alibi per non fare nulla. Invece si tratta di temi che riguardano tutti e che dovrebbero essere inclusivi, anziché divisivi”.

De Palo: “Si può essere contrari, ma la 194 va rispettata”
La linea adottata dal Forum, spiega il presidente, non è molto diversa da quella sostenuta dal Vaticano. “La Chiesa e tutto il mondo cattolico hanno preso le distanze da quell’evento. Non c’era nessuno. E per capirne il motivo basta guardarsi intorno”, continua. “I giovani vanno all’estero per realizzare i propri sogni, in Italia la seconda causa di povertà è mettere al mondo un figlio, le donne spesso devono nascondere il pancione per non essere licenziate. C’è bisogno di risposte concrete alle famiglie, di trovare una sintesi politica. Invece si è preferito creare divisioni, da una parte e dall’altra”.

Su alcuni punti, però, le divisioni sono inevitabili. È il caso dei diritti lgbtqi, negati da chi dice che l’omosessualità sia “un abominio da curare”, oppure della legge 194 sull’aborto, contro cui sono stati diffusi a Verona dei gadget a forma di feto. Su questo De Palo spiega che certe distanze restano, ma bisogna evitare gli estremismi e non creare ulteriori conflitti. “Da padre di un bimbo down, sono sicuro che ogni vita sia degna. D’altronde Gesù ha dato la vita sulla Croce anche per il suo peggior nemico. Ad esempio, la 194 è una legge dello Stato e non solo va rispettata, ma applicata nella sua interezza, anche se da cattolico posso essere contrario“. Una posizione che fa il paio con le critiche mosse dal Forum al ddl Pillon. “Abbiamo già manifestato la nostra contrarietà, perché secondo noi quella proposta di legge non va a tutelare la realtà più debole, che è proprio il bambino”, chiarisce il presidente. “Al centro del dibattito avrebbero dovuto esserci altre priorità, come quelle regole fiscali che sono ingiuste per le famiglie. Oggi si pagano le tasse non in base al numero dei figli, ma in base al reddito. E questo riguarda le famiglie sposate, quelle divorziate, quelle di ogni tipo”. Da qui l’appello alla politica: “Zingaretti parla di natalità, Salvini parla di natalità, Di Maio anche. Perché allora non ci mettiamo tutti attorno a un tavolo e non pensiamo a una possibile soluzione?”.

La proposta del Forum: “Un assegno di natalità a tutti” 
È in questa direzione che va la proposta a cui sta lavorando il Forum delle associazioni familiari e che verrà presentata l’11 maggio prossimo a tutti i partiti. “La nostra idea è quella di introdurre in Italia l’assegno di natalità fino ai 26 anni, se si è studenti, o fino ai 18 se si inizia subito a lavorare”, chiarisce De Palo. “Esiste in tanti Paesi e si potrebbe fissare a 150 euro al mese, pari alla media europea”. In questo modo il Forum punta a ribadire la centralità del matrimonio. “Siamo convinti che senza matrimonio diminuisce la coesione sociale, le famiglie sono sempre più sfilacciate e i bambini penalizzati”. Un discorso che non intende “sfiorare le polemiche sui tipi di famiglia”, ma mette al centro del dibattito i figli. “Le politiche familiari devono riguardare tutti. Secondo me un bambino deve avere una madre e un padre, ma ciò non mi impedisce di dire che tutti i bambini devono essere messi nelle condizioni di vivere bene”. Un tema che la politica non può più trascurare, conclude De Palo: “La nostra proposta di introdurre l’assegno di natalità è un modo per dire ai partiti: ‘Adesso tocca a voi’”.

L’incontro con il premier Luigi Di Maio
Dopo essere stato sentito da ilfattoquotidiano.it, De Palo martedì mattina ha incontrato il vicepremier Di Maio. “Sono giorni che sento parlare delle famiglie, di quelle tradizionali, di quelle arcobaleno, ma non c’è nessuno che parli dei problemi delle famiglie”, ha scritto in un post il ministro dello Sviluppo economico spiegando di aver “accolto con piacere” le proposte del Forum delle associazioni familiari. “Ho ascoltato con interesse le proposte per migliorare il sistema degli assegni familiari e quelle tese alla creazione di un assegno per la natalità. È importante lavorare su questo tema e non a caso – ribadisce Di Maio – vogliamo inserire nel Def un capitolo dedicato proprio alla famiglia”.

“In Italia – si legge ancora su Facebook – oggi manca attenzione verso il ceto medio, dove è sempre più difficile coniugare lavoro e famiglia, a causa di orari impossibili e stipendi troppo bassi. Questo frena la propensione ad avere figli. Come ho già avuto modo di dire, fare un figlio deve essere un atto d’amore, non un sacrificio. Il bambino, quando nasce, deve avere tutto quello di cui ha bisogno e non possiamo lasciare le giovani coppie abbandonate al pensiero di potersi permettere o meno il necessario”, scrive Di Maio.

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