L’ Italia “non è un rischio”, ma “la crescita zero farà aumentare i problemi”. La Tav? “Va fatta, l’Ue ci mette 888 milioni”. Parola di Jean-Claude Juncker, intervistato da Fabio Fazio a Che tempo che fa. Il Fondo Monetario Internazionale ha detto più volte che l’Italia può essere un rischio per l’economia mondiale. Lei condivide?, ha domandato il conduttore. “Non andrei così lontano – ha risposto il presidente della Commissione Ue – Non mi piacciono i discorsi profetici, perché rischiano di avverarsi. Penso che l’Italia sappia quali sono i suoi problemi. La crescita italiana è in ritardo rispetto all’Europa, da vent’anni a questa parte. Bisognerà dunque che l’Italia torni a scoprire gli strumenti che le permetteranno di rilanciare la propria crescita, ma dire che l’Italia costituisce un rischio mi sembra un’esagerazione, anche se i livelli del debito pubblico sono pericolosamente alti. Il 130% è uno dei livelli di debito pubblico più alti al mondo e bisognerà correggerlo, ridurlo”.

Il problema dell’Italia resta la crescita. “Con i nostri amici italiani – ha ricordato il capo dell’esecutivo comunitario – avevamo un contenzioso, nel corso degli ultimi mesi, relativo al livello della crescita italiana. I livelli annunciati dall’Italia si sono rivelati imprecisi e noi l’avevamo previsto, tutti noi: riteniamo che la crescita arriverà solo allo 0,2%, cioè a zero, è una sorta di stagnazione. Ciò farà sì che i problemi dell’Italia non faranno che crescere. Il governo italiano cerca di prendere provvedimenti che permettano, crede il governo, all’Italia di riprendere a crescere. Voglio crederci, ma non ne sono certo. Bisognerà dunque che siano applicati strumenti che permettano all’Italia di riavviarsi”.

Vuole crederci, Juncker, ma qualche sassolino dalla scarpa se lo toglie: “Noi della Commissione abbiamo aiutato molto l’Italia. A noi non piace tanto che l’Italia dica: Quelli parlano e non fanno nulla. Non è vero! Abbiamo appoggiato l’Italia per almeno un miliardo, di euro, non di lire”. “La Commissione ha proposto un sistema di riassegnazione dei rifugiati, ma non tutti i Paesi rispettano la norma giuridica sulla cui base gli Stati membri hanno raggiunto un accordo. La nostra solidarietà con l’Italia è totale”, ha aggiunto.

Sul tavolo dei rapporti tra Roma e Bruxelles i dossier sono diversi. L’Alta Velocità Torino-Lione è tra quelli che più divide le due sponde: “Sto studiando questo fascicolo, che è assai interessante – ha spiegato Juncker – L’Unione europea, concede 888 milioni circa di euro per cofinanziare questo progetto. Sono stati già impegnati alcuni crediti e desidererei che la costruzione di questa galleria si facesse, è assai importante per ragioni economiche, per ragioni sociali, e per ragioni ambientali. Nel 2010, solo l’8,8% delle merci sono state trasportate su ferro. Se questa galleria si costruisse, visto che è l’anello mancante tra Portogallo e Ungheria, il 40% delle merci sarebbero trasportate su ferro. Vale la pena farla”.

Nelle ultime settimane alla pila si è aggiunto anche il faldone relativo alla Nuova Via della Seta. “Io sono favorevole. Si tratta di un progetto assai ampio che permette all’Asia e all’Europa di cadere l’una nelle braccia dell’altra. E’ un bel progetto, un progetto che avvicina gli asiatici agli europei”, ha spiegato il presidente della Commissione. “Ciò che non mi piace tanto è che i Paesi europei, singolarmente, sottoscrivano contratti individuali con la Cina – ha aggiunto – Ma in quello che l’Italia ha fatto con la Cina non vedo alcun pericolo grave“.

Sottilissimo come al solito, Juncker usa parole di apprezzamento per il nostro Paese: “Senza l’Italia, la Germania e la Francia non esisterebbero. Ho sempre pensato che senza il motore francotedesco, che ogni tanto tossisce, l’Europa non possa costituirsi. Se la Germania e la Francia si ritenessero capaci di costruire l’Europa da sole, ebbene non funzionerebbe, ci vogliono anche le mani piccole, e le mani degli Italiani sono assai grandi“, ha detto Juncker. Che ha rimarcato l’importanza delle singole sensibilità nazionali all’interno del contesto comunitario: “Io sono contrario al concetto di Stati uniti d’Europa, non si otterranno mai perché gli Europei non lo vogliono. Gli Italiani? Vogliono continuare a essere italiani! I bavaresi, bavaresi e, i fiamminghi, fiamminghi – aggiunge – L’Europa è un fattore di arricchimento delle nazionalità. Ci vuole più Europa nella difesa, è evidente, ce ne vuole di più per quanto riguarda la solidarietà con i Paesi che sono colpiti duramente dalle crisi migratorie, ci vorrebbe più solidarietà con i lavoratori europei e credo di poter dire che l’Europa sociale, la dimensione sociale del mercato interno, sia insufficientemente corredata di strumenti. La Commissione ha fatto un gran numero di proposte in merito. Se desideriamo riconciliare i lavoratori con l’Europa dovremo aggiungere qualcosa di più di una semplice dose di sociale, l’Europa deve diventare più sociale“.

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