L’Europa rischia la guerra atomica, ma il 2027 probabilmente segnerà la fine di questa Ue
Guerra alla guerra della Ue! Meloni litiga con la Spagna socialista sull’immigrazione da Ceuta, mentre Berlino vuole restituirci tutti gli immigrati che sono approdati in Italia per andare in Germania. Nell’Unione Europea si litiga su tutto, e anche su niente (infatti non c’è un solo immigrato in Italia da Ceuta).
Questa Ue si sta ormai sfasciando anche se Ursula von der Leyen e il ceto politico europeo fanno finta di niente. Sono sonnambuli che nascondono la verità a se stessi e ai popoli europei. Ormai Bruxelles è diventata una succursale della Nato e l’unico obiettivo che si pone – mentre i governi europei si scontrano ferocemente sul piano finanziario dell’Ue per il periodo 2028-2034 perché nessuno vuole spendere per il budget comune – è di aumentare la spesa per le armi per prepararsi alla guerra con la Russia.
Una politica suicida e imbecille perché la Russia ha missili ipersonici in grado di portare testate atomiche multiple mentre l’Europa non ha – e non avrà per anni – assolutamente nessuna protezione antimissile, e non ha neppure nessun esercito comune.
L’imbecillità della classe politica europea non è mai stata così grande: è chiaro anche ad un bambino che seguire il presidente Zelensky, Ursula, e Kaja Kallas – la ministra degli esteri Ue che voleva rompere la Federazione Russa in tanti piccoli staterelli succubi dell’Occidente – nella loro fanatica lotta all’ultima sangue con Mosca pone a rischio atomico gli europei.
La Russia non ha alcun interesse ad aggredire l’Europa e conquistarla: casomai ha l’interesse a vendere petrolio e gas e di riprendere il business e gli scambi commerciali. La Russia ha soprattutto l’interesse prioritario di fermare la bellicosa espansione della Nato ai suoi confini.
Dopo i bombardamenti illegali della Nato contro la Serbia, dopo la creazione illegale del Kosovo, dopo che l’Alleanza Atlantica è intervenuta illegalmente in Iraq, Afghanistan, Siria, Libia, provocando disastri e migliaia di vittime innocenti, dopo che la Nato ha messo le sue basi nei paesi dell’est Europa, dopo che ha tentato di inglobare pure l’Ucraina e la Georgia accerchiando la Russia, dopo che Svezia e Finlandia sono entrate nell’Alleanza – è ora che i governi europei elaborino finalmente un piano di pace con la Russia.
Invece l’Europa si riarma e acquista a prezzi doppi il gas, il petrolio e le armi dagli Usa, inchinandosi al presidente Trump che vuole conquistare la Groenlandia strappandola alla Danimarca. La Ue e Meloni seguono come un cagnolino Trump la cui massima ambizione è di spaccare l’Europa e di trascinarla nella guerra fallimentare con l’Iran.
La classe dirigente europea è ormai impazzita, non capisce più chi è l’amico e chi è il nemico, e sembra che voglia un’altra Hiroshima in Europa. E’ chiaro anche ad un bambino che l’unica politica di sicurezza possibile per l’Europa è trattare con la Russia, fare finire il massacro inutile degli ucraini, accettare una pace di compromesso territoriale in Ucraina, e soprattutto trattare con Mosca una nuova architettura di sicurezza europea e un disarmo bilanciato e controllato.
L’Unione Europea è però incapace di qualsiasi soluzione: non vuole trattare con la Russia ma non è neppure in grado di creare una difesa comune europea. Francia e Germania sono divise e si scontrano su tutto, e Berlino si sta riarmando da sola: tenta di imporre la sua leadership militare a tutta l’Europa mentre prepara una nuova disastrosa “operazione Barbarossa” contro la Russia.
La novità è che forse questa Ue tra due anni non ci sarà più, almeno nella forma attuale. Nel 2027 ci saranno le elezioni in Italia, Francia, Spagna, Polonia e, nello stesso anno, scadranno anche i mandati di tre presidenze Ue: quella del Consiglio, del Parlamento Europeo e della Bce. Nel 2027 la Ue dovrà votare sul prossimo bilancio settennale che però nessuno vuole finanziare. Si discuterà anche del processo di allargamento della Ue all’Ucraina e ad altri paesi balcanici: molto probabilmente l’allargamento non avverrà mai, ma, se ci sarà, la Ue a 30-35 paesi diventerà definitivamente impotente.
L’Ue si sta disintegrando per l’inconsistenza dell’ideologia antinazionale e liberal-liberista che l’ha fondata: per reazione, in Francia e in Germania i partiti ultranazionalisti e di estrema destra – rispettivamente il Rassemblement National e AfD, Alternative für Deutschland, ambedue anti-Ue e pro-russi e, in parte, anche anti-Nato – sono già, secondo i sondaggi, il primo partito. Probabilmente andranno al governo e l’Ue cadrà, almeno nella sua forma attuale.
La vergogna di Bruxelles è che è riuscita a resuscitare i fantasmi del fascismo in Europa. Il problema non è la morte della Ue ma la crescita degli ultranazionalismi di destra. Se la sinistra non si sveglia e non contrasta il riarmo e le politiche della Ue e della Nato, l’Europa precipiterà nel buio! Guerra alla guerra di Bruxelles!