Donne

Revenge porn e Congresso a Verona, certa destra è indifferente ai diritti

Lega e M5S hanno fatto in modo che non passasse la norma contro il revenge porn (nonostante Di Maio abbia poi aperto sulla possibilità di approvarlo). Tanto fumo per niente. Tante balle sull’interesse per la lotta contro la violenza sulle donne per poi latitare sull’unica norma attualmente indispensabile. E mentre la Lega si assicura il consenso di quel popolo dal grilletto facile che vuol essere libero di sparare a chiunque minacci – anche solo col pensiero – proprietà materiali ecco come, alle tante donne vittime di ex che si divertono a pubblicare foto di quelle che hanno osato lasciarli, solo per non dire un Sì a Laura Boldrini, si nega uno strumento essenziale di autodifesa per porre fine a questa barbarie misogina.

La discussione sul tema ha invece dato alla Lega l’ulteriore spazio per la propaganda forcaiola che usa la “castrazione chimica” – derivata dalla castrazione fisica pensata dai suprematisti bianchi negli Stati Uniti affinché i “neri” non potessero riprodursi – come strumento repressivo che non serve a nessuno tranne alla necessità di consensi che la band di Salvini mostra in ogni momento.

Ma a dimostrare che l’interesse leghista per le donne è solo strumentale è il fatto che il suo leader e tanti altri compagnoni di percorso parteciperanno questo fine settimana al Congresso per la Famiglia con un programma veramente teso alla modernità. Un programma tanto moderno da essere giudicato da Amnesty come ostile ai diritti umani.

Uno dei punti cari ai congressisti è il fatto che si possa “adottare il concepito”, come d’altronde chiede la Lega in un apposito disegno di legge. Adottare l’embrione significa considerarlo persona e dunque considerare le donne che abortiscono come assassine, per poi poterle rinchiudere in galera quando rivendicano libertà di scelta per la gestione del proprio corpo. Non solo. Significa anche stabilire che in fondo la Gestazione per Altri va bene ma solo se sono le coppie etero ad “adottare”. Così si dimostra che tutta l’opposizione alla Gpa, che dovrebbe essere solo derivante dalla libera scelta della donna, è una farsa tesa a impedire che le coppie gay abbiano figli.

Altri fantastici intenti del gruppo di inquisitori medioevali in viaggio nel tempo li trovate in questo report realizzato dall’Epf, una rete di parlamentari di tutta Europa che prima de L’Espresso hanno stabilito un legame tra la rete antiabortista cattoleghista e i finanziamenti in rubli provenienti dalla Russia.

Ma a far comprendere l’assoluta e reazionaria ambizione di chi partecipa al Congresso basterebbe anche solo analizzare il loro curriculum. Per esempio c’è chi nega l’esistenza della violenza di genere o che immagina che praticare cyberbullismo contro persone gay e trans sia solo esercizio della libera espressione. C’è chi da tempo continua a dire che servono figli (bianchi?) a compensare il presunto calo di natalità – anche questo argomento caro ai suprematisti bianchi – cosa che in realtà si riferisce al fatto che i razzisti temono che i figli “di colore”, quelli meticci, sporchino la razza bianca.

Altro esempio: c’è chi, tra i congressisti, afferma che le donne che non fanno figli e che non li allattano finiranno per crepare di cancro al seno. Vorrei sapere a cosa addebiteranno il cancro alla prostata codesti individui.

Ancora: il congresso è un raduno medioevale di gente che pensa sia meglio rendere più difficile o addirittura impossibile il divorzio (vedi strategie politiche di Simone Pillon e Lorenzo Fontana). O che pensa sia da riportare in vita il reato di “sodomia”. Figuratevi cosa pensano sulle unioni omosessuali. E’ il passato che riemerge con forza grazie a consensi di persone il cui odio tra diversi viene appositamente istigato ogni giorno da chi usa la politica per dividere invece che per migliorare il mondo.

Perciò Non Una Di Meno Verona ha organizzato giornate parallele di studio e discussione che tendono alla modernità e guardano al presente con coraggio e straordinaria capacità di lotta. Da parte mia l’invito a partecipare a queste giornate e al corteo transfemminista che si terrà il 30 marzo. Contro il Medioevo noi lotteremo, senza sosta. Nessuno potrà toglierci diritti acquisiti e il sogno di nuovi diritti che vogliamo ottenere.