Abbiamo un problema. Si chiama Revenge Porn. Non è un reato ma potrebbe diventarlo (solo se i politici lo volessero). Si tratta di un fenomeno che coinvolge centinaia di ragazze e donne che scoprono di essere state tradite da persone alle quali avevano affidato foto, video, audio con riferimenti espliciti al sesso. Il punto è che il sexting (parlare-di/vivere la propria sessualità online) non è reato. Chi lo fa sappia che non deve vergognarsi di nulla e non deve sentirsi in colpa per questo. Abbiamo tutt* scambiato messaggi e immagini erotiche con qualcun@. Non c’è niente di male, davvero.

Quello che non va bene è la violazione della nostra privacy, la sistematica diffamazione che criminalizza la sessualità femminile, il ricatto, le minacce e l’estorsione di chi chiede incontri o prestazioni  e se non fai quello che ti viene richiesto allora vedrai le tue immagini online. Non va bene la persecuzione, il cyberstalking di chi ti infanga e sminuisce tutto di te. Non va bene il cyberbullismo e l’istigazione al suicidio (vedi Tiziana Cantone e altre che si sono suicidate per aver subito tutto questo). Non va bene neppure l’indifferenza, le risatine, la totale inettitudine di chi vede queste foto e non dice o non fa niente per mostrare disapprovazione. Non va bene che gli uomini facciano branco e che siano complici silenziosi di questo insieme di stupri virtuali.

Tutto ciò è violenza e ha degli effetti gravissimi sulle vite delle vittime. Ci sono perfino casi di ragazze che non solo vedono il proprio materiale online ma addirittura devono subire le azioni di sciacalli (inclusi certi media nazionali) che usano quel materiale per farne intrattenimento pubblico e riderne. Ed ecco che quel materiale diventa ancora più virale, c’è gente che vuole conoscere l’identità delle ragazze. Infine le scoprono. Si aggrava la persecuzione e la faccenda continua tra le risate generali. Quello di cui bisognerebbe rendersi conto è che non c’è niente da ridere e dunque ecco alcuni consigli, suggerimenti per le ragazze e le donne la cui storia personale diventa parte di un catalogo utile a maschi molesti.

1. Non fatevi prendere dallo sconforto. Non siete sole. Siamo in tante, possiamo sostenerci a vicenda. Non fatevi distruggere da questo.

2. Non lasciatevi minacciare e ricattare da ex, conoscenti, sconosciuti. A loro non dovete niente. Se dicono che pubblicheranno la vostra foto nel caso in cui voi non accettate di incontrarli allora interrompete subito ogni rapporto con loro. Bannateli senza pietà.

3. Stampate minacce, materiale diffamatorio, frasi ingiuriose e persecutorie e rivolgetevi al centro antiviolenza più vicino. Sono diffusi in tutto il territorio nazionale e potete contattare quello più vicino a voi. Diversamente contattate un avvocato, rivolgetevi alla Polizia Postale e denunciate tutto.

4. Un uomo che minaccia, vi perseguita online è passibile di denuncia per stalking. Chi parla male di voi rischia la denuncia per ingiuria e diffamazione. Ricordatevelo. In attesa di una legge che punisca il revenge porn comunque sappiate che minacce, persecuzioni, ingiurie e diffamazioni costituiscono reato.

5. Se siete minorenni e lui minaccia di pubblicare le vostre foto è passibile di denuncia per possesso e diffusione di materiale pedopornografico. È lui che deve aver paura e non voi.

6. Se vi minaccia, vi perseguita, vi diffama attraverso un profilo fake non importa. Cyberstalker e cyberbulli si connettono e postano attraverso un Ip che corrisponde ad un vero e proprio indirizzo digitale. Sono rintracciabili.

7. Se le vostre foto (video o audio) vengono messe online non vergognatevi di niente. Voi non avete alcuna colpa. Ricordate che tutte abbiamo consegnato foto intime a qualcuno perché il sexting non è un reato. Minacce, diffamazioni e persecuzioni invece lo sono.

8. Se qualcuno pubblica la vostra foto ditelo alla community di Abbatto i Muri (scriveteci su abbattoimuri@gmail.com) e noi accompagneremo quella foto con le nostre immagini “hot”. Non siete sole. Non vergognatevi. Non sentitevi in colpa. Avete il diritto di mostrare il vostro corpo quando e come volete. Avete il diritto di vivere la vostra sessualità come volete. Quello che importa è il vostro consenso. Perché nessuno ha il diritto di rubare la vostra serenità e di ricattarvi per questo.

9. A tutti gli stronzi che continuano a fare collezione di audio/video/foto di ragazze e donne da minacciare, ricattare, perseguitare, indurre al suicidio (avviene), far vergognare, colpevolizzare: stiamo arrivando. Siamo in tante e quello che fate non passerà più inosservato. Nessuno può più proteggervi perché noi rivendichiamo nudità e sessualità e non ci fate paura.

 

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Peter Gomez

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