Da Palazzo Madama al Campidoglio. Dal voto al Senato che ha negato l’autorizzazione a procedere per il ministro dell’Interno Matteo Salvini, all’arresto per corruzione del presidente dell’Assemblea capitolina Marcello De Vito. Il primo annunciato, il secondo improvviso: è il giorno più nero per il Movimento 5 stelle? “No”, rispondono i senatori pentastellati. “L’arresto per corruzione è una cosa pesante“, ammette però Daniele Pesco, mentre il responsabile della piattaforma Rousseau, Massimo Bugani, ricorda che il M5s ha “reagito con durezza, rispettando i nostri principi e la nostra etica“. Il riferimento è alla decisione di Luigi Di Maio di espellere immediatamente De Vito. “Come si riparte? Così, mettendo fuori una persona che si è comportata male”, sottolinea Bugani.

Più ampio il ragionamento del presidente della commissione Antimafia, Nicola Morra: “Il M5s ha una storia robusta alle spalle e saprà superare anche questi momenti. Importante ricordare la tensione morale che animava ad esempio Enrico Berlinguer quando rilasciava la famosa intervista sulla ‘questione morale'”. “Dobbiamo chiedere severità per noi stessi per poter altrettanto severamente controllare gli altri”. Per uscire da quello che Morra definisce il “cono d’ombra” in cui si trova il M5s, “l’importante è ricordarci sempre i nostri valori: noi siamo nati con parlamento pulito, non possiamo che chiedere per noi stessi pulizia”, spiega il senatore.

Del voto sul caso Diciotti parla il senatore Sergio Puglia: “Noi facciamo in modo che il governo detti apertamente la sua linea”. Mentre il capogruppo Stefano Patuanelli in merito ai dissidenti che hanno votato per l’autorizzazione a procedere spiega: “Ovviamente farò una segnalazione ai probiviri per chi non si è adeguato non tanto alle indicazioni del gruppo, quanto alle indicazioni degli iscritti“.

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