Marcello De Vito è fuori dal Movimento 5 Stelle. Mi assumo io la responsabilità di questa decisione, come capo politico, e l’ho già comunicata ai probiviri”. Quando Luigi Di Maio scrive queste parole sul suo profilo Facebook sono le 9.56: il presidente dell’Assemblea Capitolina è in carcere già da ore e sul Movimento 5 Stelle impazza la polemica. Il vicepremier decide di usare concetti semplici, inequivocabili: “Quanto emerge in queste ore, oltre ad essere grave, è vergognoso, moralmente basso e rappresenta un insulto a ognuno di noi, a ogni portavoce del MoVimento nelle istituzioni, ad ogni attivista che si fa il mazzo ogni giorno per questo progetto. Non è una questione di garantismo o giustizialismo – ha scritto Di Maio – è una questione di responsabilità politica e morale: è evidente che anche solo essere arrivati a questo, essersi presumibilmente avvicinati a certe dinamiche, per un eletto M5S, è inaccettabile“.

Di Maio non ha neanche bisogno di motivare la cacciata istantanea dal Movimento di De Vito: “Non lo caccio io, lo caccia la nostra anima, lo cacciano i nostri principi morali, i nostri anticorpi. Ciò che ha sempre distinto il MoVimento dagli altri partiti – ha spiegato il vicepremier – è la reazione di fronte a casi del genere. De Vito potrà e dovrà infatti difendersi in ogni sede, nelle forme previste dalla legge, ma lo farà lontano dal MoVimento 5 Stelle“. Poi il registro istituzionale: “Ringrazio la magistratura e le forze di polizia per il lavoro che hanno svolto e che continueranno a svolgere quotidianamente. Ricordo infine che proprio grazie a un provvedimento del MoVimento 5 Stelle, lo Spazzacorrotti, chi viene condannato per questi reati oggi va dritto in galera!”.

di Agenzia Vista

Le parole di Luigi Di Maio hanno subito un effetto: De Vito verrà cancellato in queste ore dal database degli iscritti M5S grazie a con un atto formale del capo politico. Già in serata, dunque, il presidente dell’Assemblea capitolina non figurerà più tra gli iscritti al Movimento. Un provvedimento molto apprezzato dai vertici del Movimento, da Bonafede a Di Stefano fino a Toninelli, Lezzi, Trenta,Fraccaro e Paragone. Non ha risparmiato critiche all’ex presidente del consiglio comunale anche Francesca De Vito, sorella dell’arrestato e consigliera regionale M5s del Lazio: “Da attivista e portavoce ritengo che il MoVimento 5 Stelle ha i suoi valori prioritari nell’onestà e legalità e, a tutela di questi ultimi, le sue regole che vanno rispettate nell’interesse del Movimento stesso, chi ha sbagliato è giusto che paghi” ha scritto su Facebook, dove poi ha aggiunto: “Da sorella attendo l’esito della magistratura che spero avvenga nel più breve tempo possibile“.

Marcello De Vito, tra l’altro, è già stato sostituito in consiglio comunale: al suo posto il pentastellato Enrico Stefàno, già vicepresidente dell’Assemblea Capitolina e presidente della commissione Trasporti. La sua nomina dovrà essere solo formalizzata. Da registrare anche la presa di posizione della sindaca Virginia Raggi: “Nessuno sconto. A Roma non c’è spazio per la corruzione. Chi ha sbagliato non avrà alcuno sconto da parte di questa amministrazione” ha scritto la prima cittadina in un post su Facebook.

Sulla stessa linea d’onda le parole del presidente del Consiglio Giuseppe Conte: “Le accuse, se verranno confermate, rimandano a illeciti molto gravi. Il Movimento Cinque Stelle dimostra di avere anticorpi efficaci per reagire a cose del genere”. Per il presidente della Camera Roberto Fico “l’arresto di De Vito è un fatto terribile. La corruzione è l’atto più deprecabile che un politico possa fare e va condannato al 100%. L’importante è che la magistratura vada avanti nelle indagini. Ho piena fiducia nella magistratura. Non si guarda in faccia a nessuno – ha aggiunto – senza se e senza ma, fermo restando il diritto di De Vito alla difesa”.

di Agenzia Vista

Il primo a parlare, in quella che si annuncia come la giornata più dura per i Cinquestelle, è stato il presidente della commissione Antimafia Nicola Morra: “I fatti contestati a Marcello De Vito sono gravissimi – dice – In questo momento, ancor più di prima, è necessario ribadire la piena e totale fiducia nell’operato della magistratura e delle forze dell’ordine. Non si può rimanere in silenzio. La corruzione è un male che colpisce in qualsiasi forza politica e bisogna essere intransigenti“. Una voce che rompe il silenzio del primo mattino, un silenzio dovuto allo choc soprattutto nella maggioranza consiliare del Campidoglio. Nessuna reazione ufficiale per il momento, ma c’è chi esprime il proprio sconcerto, la propria incredulità: “Sono scioccata – dice la consigliera Eleonora Guadagno – Aspetto di capire meglio. Nelle chat la reazione è univoca. Tutti dicono ‘impossibile che sia successo'”. “Siamo annichiliti”, le fa eco, interpellata in merito, la collega Teresa Zotta. Che, a chi le chiede se si riuscirà ad andare avanti, risponde: “Vediamo, questa è dura. Ci incontreremo sicuramente, non posso credere ad una cosa del genere”. Anche il pentastellato Angelo Diario si dice sorpreso: “Se andremo avanti? E’ uno su 28. Sono più dispiaciuto a livello personale, conoscendolo mi sembra strano”. Cerca di dare già la scossa il sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia: “E’ un episodio tristissimo – risponde all’AdnKronos – Ma come gruppo politico dobbiamo avere una reazione immediata e dura. Questa è la differenza che ci sarà sempre tra il M5s e le altre forze politiche. Gli altri li coccolano, noi no”. Per Sibilia “il dovere di una forza politica seria come la nostra che ha realizzato l’obiettivo di aumentare le pene ai politici corrotti è non solo essere, ma anche apparire onesti. La reazione a questo episodio non può far altro che farci crescere e migliorare”.

A ribadire il concetto la consigliera regionale del M5s Roberta Lombardi, ritenuta la più vicina a De Vito: “L’onestà – ripete – dev’essere sempre la nostra stella polare”

Furente il senatore Gianluca Castaldi: “De Vito: se sei caduto in tentazione, vai a fare in c.! – scrive su facebook – Avevi una schiera di partiti a cui aderire per fare ciò per cui ti hanno arrestato. Da loro è normale. Saresti probabilmente anche stato premiato con qualche nomina o incarico!!! Da noi vai fuori, all’istante!”. Nel post precedente Castaldi aveva ricordato la condanna dell’ex senatore alcamese del Pd Nino Papania e l’inchiesta sul segretario democratico Nicola Zingaretti.

Non si stupisce dell’arresto, dice, la consigliera capitolina Cristina Grancio, espulsa dal gruppo M5s in Campidoglio proprio per l’opposizione allo stadio: “Ormai non ci stupisce niente – dice all’AdnKronos – Io credo che chi abbia così ostinatamente difeso questo stadio anche di fronte all’evidenza a questo punto debba dimettersi”. Per la Grancio “gli interessi in gioco sono altissimi, l’urbanistica è il simbolo della speculazione a Roma. Sapevamo che dovevamo entrare nelle istituzioni per rompere questo sistema e invece sembrerebbe – parlo con tutti i condizionali del caso – che il sistema abbia fagocitato questa amministrazione”. Quanto a De Vito, “non si augura nulla del genere a nessuno, ma ho vissuto un atteggiamento di De Vito molto ambiguo quando ero dentro al gruppo consiliare del movimento e questa notizia oggi posso dire che non mi stupisce né mi sconcerta“.

Nel Pd parla il coordinatore nazionale della comunicazione del Pd Marco Miccoli: “Non abbiamo nulla da dichiarare sulla vicenda giudiziaria che riguarda il presidente del consiglio comunale di Roma, Marcello De Vito. Fiducia nella magistratura. Se daremo un giudizio, lo daremo alla fine dell’iter processuale. Lo dico ai 5Stelle: noi siamo garantisti sempre. Non a secondo delle convenienze e delle persone che vengono indagate”. Il primo a evocare le dimissioni, invece, è il sindaco di Parma Federico Pizzarotti: “Una persona è innocente fino a prova contraria, perciò non farò come è nella cultura dei 5 Stelle, che vivendo di solo populismo crescono nei sondaggi soltanto quando gli altri vanno male, e scendono quando alla prova dei fatti dimostrano totale incapacità amministrativa – dice il leader di Italia in Comune – Mi auguro che la vicenda possa chiarirsi, perché Roma e i romani si meritano trasparenza, onestà e capacità, si meritano una amministrazione e una politica che possano valorizzarli e valorizzare le straordinarie qualità della nostra capitale. Ma per la Giunta oggi è il tempo della riflessione sul proprio futuro, perché non è da escludere un passo indietro”. Successivamente è intervenuto anche l’ex premier Matteo Renzi: “Le persone serie sono garantiste, sempre. Non diventano giustizialiste con gli avversari, non regalano immunità agli alleati, non scoprono il garantismo solo per gli amici” ha scritto su Facebook l’ex Rottamatore, secondo cui “le persone serie scelgono in libertà senza nascondersi dietro al sacro blog o alla piattaforma. Le persone serie sanno che la giustizia è una cosa seria. E che fanno testo solo le sentenze dei tribunali, non il fango sul web. Questo è lo stile delle persone serie. Gli altri invece hanno un altro nome: si chiamano ipocriti“.

“È molto presto per dare un giudizio perché su queste cose deve lavorare la magistratura. Chiaramente colpisce il fatto che a essere coinvolto nella vicenda sia il presidente del Consiglio comunale di Roma del Movimento Cinque Stelle perché l’onestà è la grande dote di cui si vantavano i grillini” ha detto invece la presidente di Fdi Giorgia Meloni a Non stop news su Rtl 102,5. “Ci hanno sempre detto che con loro non bisogna prendersela perché sono onesti – ha aggiunto – anche se spesso non sono capaci, non studiano, non sanno di cosa parlano e non sono competenti. Se anche l’onestà dovesse venire meno rimarrebbero veramente solo gli spettacoli di Beppe Grillo. Questa è una valutazione complessiva sul M5S – ha concluso – Sul caso specifico di De Vito non mi permetterei di giudicare e non sono in grado di farlo, vedremo cosa dirà la magistratura della quale ci fidiamo”.

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