Una sparatoria su un tram e l’assalitore in fuga per quasi otto ore. È stato arrestato l’uomo sospettato di aver colpito i passeggeri di un tram lasciando a terra otto persone: tre morti e cinque feriti. È tutto iniziato alle 10.45, sul mezzo pubblico nella piazza 24 Oktoberplein, nel quartiere di Kanaleneiland, dove ci sono numerosi capolinea. Ed è terminato con l’annuncio del capo della polizia del fermo di Gökmen Tanis, 37 anni, di origini turche la cui foto e le cui generalità erano state diffuse dagli investigatori. L’uomo è stato catturato durante un raid.

Dopo l’assalto l’autore della sparatoria era fuggito ed era iniziata una caccia all’uomo anche con l’uso di elicotteri. Alcuni testimoni avevano raccontato al quotidiano olandese Algemeen Dagblad che ad aprire il fuoco erano state “diverse persone che sarebbero scappate”. Un altro testimone al sito Nu.nl invece aveva descritto “un uomo” che “ha cominciato a sparare all’impazzata”. L’iniziale ipotesi dell’attacco terroristico con il passare delle ore non ha trovato riscontri.

“Un atto di terrorismo ed un attacco alla nostra civiltà, contro la nostra società aperta e tollerante” aveva detto il premier olandese Mark Rutte confermando, in una conferenza stampa, l’ipotesi di matrice terroristica. “Non vi è che una sola risposta che è quella che il nostro stato di diritto e la nostra democrazia è più forte del fanatismo e della violenza. Noi non cederemo mai di fronte all’intolleranza“.

Non era stata esclusa però un’altra pista: “Potrebbe essere stato un crimine legato a motivi personali“. Secondo un testimone oculare l’assalitore aveva puntato una donna e poi ha colpito le persone che hanno cercato di difenderla. Parlando con il quotidiano olandese Algemeen Dagblad e con Skynews, il testimone ha detto che “l’assalitore è uno del quartiere, non credo abbia agito per terrorismo”. I familiari dell’uomo in Turchia hanno dichiarato che avrebbe agito a causa di una disputa familiare. Ed è questa ipotesi che sembra ormai essere privilegiata.

Dopo l’attacco erano state chiuse per precauzione le moschee, la stazione centrale – dove era stato interdetto il passaggio ai treni – e tutti gli edifici del campus universitario. La polizia aveva transennato l’accesso e il traffico di tutti i tram della città interrotto. Il livello di allerta era stato elevato al massimo e la polizia aveva anche chiesto a tutte le scuole della città di tenere le porte chiuse consigliando a tutti i cittadini di rimanere a casa. Ordine che poi è stato revocato.

La polizia militare reale aveva diramato l’allerta anche negli aeroporti e in altri edifici sensibili nei Paesi Bassi. In particolare ad Amsterdam e Rotterdam dove è stata rafforzata la vigilanza nelle stazioni e nelle moschee. Tutti i principali partiti politici, compreso il VVD di Rutte, avevano annunciato la sospensione della campagna elettorale in vista delle elezioni locali di mercoledì che stabiliranno il volto del Senato olandese.

Il sospetto arrestato avrebbe numerosi precedenti penali. Secondo quanti riporta il sito della tv olandese Nos, sarebbe stato l’autore di una rapina a Best nel febbraio 2012, fermato per un tentato omicidio a dicembre 2013, avrebbe aperto il fuoco in un appartamento nel quartiere di Kanaleneiland a Utrecht a maggio 2014, avrebbe minacciato un agente a ottobre 2014, guidato in stato di ebbrezza a novembre 2014, distrutto una vetrina sempre in città a ottobre 2015, fatto danni in una stazione di polizia a luglio 2017, e infine avrebbe commesso una violenza sessuale per la quale due settimane fa sarebbe comparso davanti ai giudici in Tribunale. “La sparatoria è coerente con lo stile dell’Isis – scrive Twitter Rita Katz, direttrice del Site, – Nessuna rivendicazione da alcun gruppo, ma avviene tre giorni dopo l’attacco terroristico in Nuova Zelanda, per cui gruppi jihadisti hanno chiesto vendetta“.

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