Non era una scritta qualunque, nè tanto meno un atto di vandalismo. Ma gli operatori dell’Ufficio del decoro urbano del Comune di Roma, per sbaglio, l’hanno cancellata. “Vota Garibaldi Lista n. 1”, si leggeva su un muro di via Basilio Brollo, nello storico quartiere popolare della Garbatella. Una scritta con la vernice rossa che resisteva dal 1948, fatta in occasione delle prime elezioni politiche della neonata Repubblica. In quell’occasione, il Partito comunista e quello socialista si unirono nel Fronte democratico popolare, che aveva come simbolo il volto di Giuseppe Garibaldi.

Mercoledì gli imbianchini del Campidoglio l’hanno coperta con una vernice gialla, scambiandola per una scritta vandalica. “Un insulto gravissimo alla sua memoria storica e all’identità democratica cittadina – denuncia il presidente del Municipio VIII, Amedeo Chiacchieri – Senza nessun buon senso o logica, una squadra del decoro urbano di Roma Capitale ha cancellato la scritta “Vota Garibaldi” in via Basilio Brollo. Una scritta murale risalente alla campagna elettorale per le elezioni del primo parlamento repubblicano. Una testimonianza riconosciuta e salvaguardata negli anni dal Municipio Roma VIII e che è un documento storico unico in città”.

Dal Campidoglio arrivano subito le scuse: “Non abbiamo mai dato disposizioni in tal senso, è stato l’errore di un singolo addetto al decoro che recatosi sul posto su richiesta della Polizia Locale, per cancellare dei graffiti ingiuriosi, di propria iniziativa ha rimosso anche quella storica scritta”, spiegano. E poi subito promettono la riparazione: “Già avviate le procedure per ripristinarla mediante un appropriato restauro”.

“Un atto inaccettabile che mortifica la Memoria – è la reazione sdegnata del vicepresidente della Regione Lazio Massimiliano Smeriglio, ex presidente dell’attuale Municipio VIII – Una città è fatta di storie, di tracce, di segni del passato. Chi non sa riconoscere l’identità di un luogo non può governarlo”. Proprio Smeriglio, da presidente di municipio, l’aveva fatta restaurare, apponendo una targa accanto alla scritta che era anche protetta da una pensilina.

“Raggi scivola sulla storia di Roma. Se nell’era grillina una squadra del Campidoglio scambia la scritta ‘Vota Garibaldi’, con tanto di targa posizionata accanto per spiegarne il significato, per un murales abusivo, c’è da temere anche per gli altri monumenti della Capitale. Mi auguro che i grillini non visitino il Colosseo, perché vedendolo con tanti buchi potrebbero essere tentati di farlo abbatte dicendo che è pericolante. E temo pure per i Fori imperiali. Magari potrebbero asfaltarli sostenendo che sono inagibili”, afferma provocatoriamente Stefano Pedica del Pd.