Il procuratore aggiunto di Milano Letizia Mannella e il pm Rosaria Stagnaro hanno chiesto cinque condanne a pene comprese tra i 2 anni e 11 mesi e 5 anni e 8 mesi di carcere per i 5 ultras processati con rito abbreviato per rissa aggravata e altri reati in relazione agli scontri del 26 dicembre prima di Inter-Napoli in cui perse la vita Daniele Belardinelli. In particolare i pm hanno chiesto 5 anni, 8 mesi e 10 giorni per Nino Ciccarelli storico capo ultras della curva interista e 3 anni e 8 mesi e 20 giorni per Marco Piovella.

La procura di Milano, il 5 febbraio scorso, aveva chiesto il processo con rito immediato per i primi 6 arrestati con l’accusa principale di rissa aggravata. La richiesta di giudizio immediato riguardava i tre ultras Luca Da Ros, Francesco Baj e Simone Tira che vennero arrestati il 28 dicembre, due giorni dopo la guerriglia in via Novara poco distante dallo stadio Meazza. E poi ancora Piovella che finì in carcere il 31 dicembre, anche a seguito delle dichiarazioni davanti al gip di Da Ros, che ha collaborato poi anche coi pm ed era stato scarcerato, ottenendo i domiciliari. Sempre grazie ai verbali di Da Ros, oltre che alle immagini acquisite e visionate dalla Digos, era finito in carcere, lo scorso 17 gennaio, anche Ciccarelli assieme all’ultrà del gruppo di estrema destra ‘Blood and Honor’ della curva varesina Alessandro Martinoli.

Dall’ultima ordinanza cautelare era emerso che il giorno di Natale ci sarebbe stato un vertice tra ultras interisti e varesini ‘gemellati’ per preparare gli scontri di Santo Stefano coi napoletani e si sarebbe tenuto proprio a casa di Belardinelli. Ciccarelli, tra l’altro, difeso dal legale Mirko Perlino, aveva ammesso davanti al gip la sua partecipazione agli scontri, così come Martinoli. Da Ros, dal canto suo, davanti ai magistrati aveva anche raccontato di aver visto Belardinelli “soccorso e trasportato dai tifosi napoletani che lo hanno spostato dalla carreggiata e portato verso un parchetto” e consegnato agli ultras interisti. Per Ciccarelli il gip ha emesso un daspo per la durata di 8 anni: non potrà più entrare o avvicinarsi agli stadi e dovrà presentarsi alla Polizia Giudiziaria mentre sono in corso le partite dell’Inter.

Sono richieste di condanna con pene eccessive e sproporzionate” dicono gli avvocati Mirko Perlino, Antonio Radaelli e Omar Gaafar, legali di alcuni degli ultras. Il giudice ha rinviato il procedimento al prossimo 20 marzo, quando emetterà la sentenza, mentre la decisione sul patteggiamento di un sesto imputato è prevista per il giorno successivo. I legali, oltre ad aver chiesto anche le assoluzioni per alcuni capi di imputazione, anche per Piovella e Ciccarelli, i due leader della curva interista, hanno chiesto almeno che agli imputati vengano concesse le attenuanti generiche. Il procuratore aggiunto Letizia Mannella e il pm Michela Bordieri hanno chiesto invece al giudice di non concedere alcuna attenuante agli ultras.

Intanto verranno effettuate “indagini genetiche” alla ricerca di “tracce” utili, con la formula dell’incidente probatorio, sulle cinque auto sequestrate a Napoli come stabilito dal gip di Milano Guido Salvini, accogliendo la richiesta di uno dei difensori che ha chiesto di compiere analisi anche su una vettura della polizia che era là in via Novara, a meno di due chilometri dallo stadio Meazza, quella sera. Nell’inchiesta, come si legge nell’atto notificato, sono indagati 28 ultras, tra interisti, varesini (gemellati con i nerazzurri come quelli del Nizza) e napoletani, tutti accusati anche di omicidio volontario, oltre che di rissa aggravata e altri reati. Il giudice ha già nominato i periti, anche per altre “indagini dattiloscopiche”, e fissato l’udienza per il conferimento incarico per il 15 marzo.