Siamo negli Stati Uniti dell’Ottocento, uno scienziato tedesco, Erik von Wolff fa un errore madornale. Per una virgola spostata apre la strada all’eccesso di un decimale. Il risultato? Altera l’ordine di grandezza del ferro negli spinaci. L’errore fu ripetuto dopo qualche anno da un altro studioso, siamo nel 1892, Gustav von Bulge. Nel 1907, molti scienziati statunitensi pongono sul banco degli imputati Von Wolff, mettendo ancor più in evidenza il grossolano errore. C’è addirittura chi dice che i due ricercatori tedeschi abbiano analizzato spinaci secchi.

Succede qualcosa? Per nulla, a nessuno viene in mente di rivedere la tabella compilata da Wolff e di inserirla nella “letteratura medica”. La bufala arriva, incredibile a credersi, fino ai nostri giorni e viene naturale da dire, stravolgendo un antico andante, “Ne ha fatta di strada, nonostante non avesse buone gambe”. Arriviamo così al 1981 quando l’ematologo Terence John Hamblin, sul British Medical Journal, parla di una vera e propria fake che, purtroppo, resiste ancora fra la gente.

Ma che cos’è il ferro? Sempre l’Iss salute afferma: “Il ferro è il minerale più abbondante del nostro organismo e gioca un ruolo decisivo nella formazione dei globuli rossi. I valori consigliati di assunzione sono pari a 10 mg al giorno per adulti maschi e anziani e a 18 mg per le donne durante tutto il periodo dell’età fertile. Si stima che nel mondo circa 2 miliardi di persone (più del 30% della popolazione mondiale, sia nei Paesi industrializzati che in quelli in via di sviluppo) siano anemici e, buona parte di questi, a causa della carenza di ferro. In questi casi è consigliabile, dietro consiglio del medico, una dieta che supplementi la carenza di ferro”.

Ma ora smettiamo di sparare sui poveri spinaci, che non hanno alcuna responsabilità nel successo registrato dalla bufala. Come che sia, sono anche una fonte non trascurabile di vitamine, acido folico e cellulosa che, attraverso un buon gioco di squadra, agiscono positivamente sul sistema immunitario, producono globuli rossi, sono all’origine del rinnovamento cellulare e proteggono l’intestino.

Un ultimo consiglio. Se siete amanti degli spinaci è preferibile consumarli cotti, si inattivano anche alcune sostanze che ostacolano l’assorbimento del ferro e, per assimilarne un po’ di più, versate un po’ di succo di limone.

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Non è vero, gli spinaci non sono ricchi di ferro. Ma la bufala è nata prima del cartone animato

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