Se qualcuno pensa che la pubblicità italiana abbia ormai toccato il fondo (l’anno scorso, con gli zombie di Buondì Motta), si sbaglia di grosso. Si può fare di più. Ad esempio sfottendo non un personaggio pubblico, ma addirittura un’intera parte politica che per giunta sta al governo: il Movimento 5 Stelle. Come? Facendo il verso al gruppo dirigente e alla base con una promozione che mima sarcasticamente la trafila per ottenere il reddito di cittadinanza.

Così ha fatto la Zuegg per i succhi di frutta Skipper. “Ci avete assillato un anno intero perché volevate i succhi gratis”, attacca subito briga il copy, “adesso chi non va sul sito a dimostrare di meritarli davvero è una scia chimica“. Segue il link alla landing page del concorso con quesiti che imitano nei toni e nei modi le frange dei terrapiattisti e dei fedeli alle scie chimiche che pure fan parte del Movimento. A quanto pare, lo scherzo non è piaciuto granché: effettivamente è un po’ scontato, e inoltre non fa ridere.

Nella furia cieca delle reazioni, nella superficialità dei commenti sui social e nella fretta di indirizzare lo sciame degli indinniati contro i presunti responsabili, ad andarci di mezzo è stata la brava direttrice creativa dell’agenzia Marimo di Roma, che non c’entra assolutamente nulla e per l’azienda ha progettato al massimo dei packaging. Il settore digital della Zuegg, infatti, va avanti in modo indipendente dal resto della comunicazione. Ma tanto ormai il polverone è montato e su Twitter si continua da giorni a promuovere il boicottaggio della Zuegg.


Il succo del discorso, che a questo punto sarà già andato di traverso alla marca, è che a dispetto di quanto predicano i vari guru del social, e cioè che le marche oggi hanno una grande opportunità di business se si schierano eticamente (e perché no, a sto punto anche politicamente, nda), questa strategia si rivela assolutamente demenziale, come in passato ho già avuto modo di spiegare e come altri ribadiscono oggi. Quando le marche seguono questi pessimi consigli, i primi a non bersela sono i consumatori.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

SEIF – Società Editoriale Il Fatto si quota in Borsa!

prev
Articolo Successivo

Una spiegazione psicanalitica del mito di Berlusconi

next